Como-Venezia: Decisione in cinque minuti

Il Como ha battuto il Venezia 1-0 allo Stadio Giuseppe Sinigaglia, e l'intera partita si è decisa in un corridoio di cinque minuti nel primo tempo — un'annullamento VAR, due cartellini gialli e un rigore trasformato — che ha lasciato i lagunari strutturalmente distrutti prima dell'intervallo.

La sequenza che ha deciso tutto è iniziata al 28', quando un rigore per il Venezia è stato cancellato dal VAR. Simon Sohm, il centrocampista dei lagunari coinvolto in quell'episodio, ha poi ricevuto un cartellino giallo al 39'. Due minuti dopo, Juan Jesus lo ha seguito nel registro. Il danno psicologico e tattico di quei due ammonimenti — entrambi arrivati prima della pausa, entrambi su una squadra già in possesso di otto sconfitte in nove partite — è stato aggravato quasi immediatamente quando il Como è stato assegnato un calcio di rigore in proprio. Lucas Da Cunha, centrocampista della formazione lariana, lo ha trasformato al 43' per portarsi sull'1-0, ed era l'unico gol che il pomeriggio richiedeva.

Il rigore realizzato dalla mezzala del Como non era meramente l'apertura delle marcature: era il gol decisivo, la vittoria, e l'espressione più chiara di una squadra che ha imparato a estrarre il massimo profitto dai momenti che l'avversario le consegna. La formazione di Fàbregas era arrivata a questo incontro avendo vinto tre partite consecutive mantenendo una solidità difensiva impressionante. La conversione del rigore ha esteso quella sequenza e ha mantenuto il record intatto: nelle ultime cinque partite inclusa questa, i lariani hanno subito soli due gol in totale.

Il pomeriggio del Venezia è stato plasmato tanto da ciò che non è accaduto quanto da ciò che è accaduto. Il rigore annullato al 28' è stato il momento che avrebbe potuto alterare completamente la contesa — un gol dei lagunari in quella fase, contro una squadra ancora senza vantaggio, avrebbe imposto una gara di tutt'altro tipo. Invece, l'intervento VAR ha cancellato la rete, e entro quindici minuti il Venezia aveva due giocatori con cartellini gialli ed era in svantaggio. La squadra di Davide Nicola era arrivata al Sinigaglia avendo ottenuto tre punti dalle ultime cinque partite, e la fragilità strutturale che ha prodotto otto sconfitte in nove gare di Serie A era visibile nella velocità con cui il pomeriggio è precipitato una volta che il rigore è stato annullato. Le sostituzioni che Nicola ha effettuato — cinque di loro tra il 55' e il 78' — erano gli aggiustamenti di un allenatore che cercava di stabilizzare una situazione già decisa.

Per il Como, il contesto della classifica acuisce il significato della prestazione. La squadra di Fàbregas aveva 20 punti prima di questa gara, e la vittoria aggiunge altri tre. L'arco di forma merita sottolineatura: nelle ultime cinque partite inclusa domenica, il Como ha vinto quattro e pareggiato una, subendo appena due reti. Gli ultimi tre risultati — incluso questo — sono tre successi consecutivi con un solo gol incassato. Questa è la traiettoria di una squadra che ha superato la novità della sua forma iniziale e la sta producendo con la coerenza di una struttura consolidata.

Il Venezia, nella stessa finestra di cinque gare inclusa questa sconfitta, ha una vittoria e quattro k.o., e le ultime tre partite non hanno portato punti né gol all'attivo. Il divario tra le traiettorie delle due squadre non è una questione di qualità individuale in una qualsiasi domenica — è una questione di una squadra che sa come sfruttare i momenti che il gioco offre, e un'altra che non riesce ancora a fare lo stesso.

Un rigore annullato, due cartellini gialli e una trasformazione dal dischetto: il Como non aveva bisogno di nulla di più. E questo, di per sé, è la storia del momento in cui si trova il club lariano.