L'Udinese è balzata provvisoriamente al di sopra del Bologna in classifica di Serie A, grazie al successo esterno per 2-0 contro il Cagliari, con le reti di Buksa e Gueye, che hanno permesso ai friulani di salire al nono posto e di spingere la squadra di Vincenzo Italiano un gradino più in basso. Per i rossoblù, ormai, questa graduatoria ha perso da tempo ogni senso di urgenza.

Per il difensore del Bologna Nicolò Casale, 28 anni, questo scivolamento in classifica è solo una nota marginale in una stagione che ha deluso le aspettative. Con 49 punti in 35 gare, frutto di 14 vittorie, 7 pareggi e 14 sconfitte, i felsinei occupano il decimo posto: una posizione che non evoca sogni europei né timori di retrocessione, ma piuttosto la frustrante mediocrità di un gruppo rimasto impantanato nel limbo, senza mai sfiorare una vera svolta.

Casale ha collezionato 12 presenze in campionato quest'anno, senza timbrare il cartellino né fornire un passaggio decisivo, con una media voto di 6.60. Quei dati non lo inchiodano alle responsabilità — i centrali vengono di rado valutati per i contributi in avanti —, ma si inseriscono in un contesto difensivo complessivo che è impossibile ignorare. Il Bologna ha incassato 41 gol in 35 partite, quasi in perfetta simmetria con i 42 realizzati, un equilibrio che denuncia una squadra senza identità chiara, né in fase di costruzione né in quella di contenimento.

Lo scivolone contro l'Udinese non è ascrivibile a Casale, e il movimento in classifica resta secondario. Tuttavia, arriva proprio prima dello scontro con il Napoli, in programma di lunedì sera, una sfida che non porta in dote alcuna posta per i rossoblù. Il centrale felsineo e i suoi compagni si presenteranno all'appuntamento come una formazione con poco o nulla da giocarsi, un verdetto spietato su una campagna che prometteva ben più del decimo posto.

Nelle ultime settimane, per Casale non c'è altro che qualche minuto in campo e l'opportunità di archiviare una stagione che ha lasciato ampi margini inesplorati.