Il difensore del Bologna Nicolò Casale ha giocato un ruolo nella rimonta rossoblù, che ha regalato uno dei colpi più eclatanti del weekend di Serie A: da sotto di 2-0, la squadra ha ribaltato il risultato in un 3-2 contro il Napoli allo Stadio Maradona, lunedì sera, assestando un duro colpo alle ambizioni di Champions League dei padroni di casa.

Quel successo va ben oltre il tabellone. Il Bologna di Vincenzo Italiano si è presentato alla 36ª giornata senza obiettivi concreti all'orizzonte – 52 punti e una tranquilla posizione di metà classifica, priva di pressioni. Eppure, hanno sfoderato una prova che conferma come il gruppo conservi ancora un bel mordente, anche quando il calendario ha esaurito ogni urgenza. Per Casale, si tratta di un'altra apparizione in una stagione dai minuti contati, e la grinta corale mostrata a Napoli offre almeno un'uscita dignitosa per chiudere la campagna.

I numeri della stagione felsinea raccontano di una solida mediocrità, più che di sogni realizzati. La formazione di Italiano occupa l'ottavo posto con 52 punti in 36 partite, frutto di 15 vittorie, sette pareggi e 14 sconfitte, con una differenza reti quasi in equilibrio: 45 gol segnati e 43 subiti. Quel bilanciamento è il marchio della squadra: raramente disastrosa, raramente scintillante. Il blitz contro il Napoli, in questo senso, è stata un'eccezione lampante.

Casale ha collezionato 12 presenze quest'anno, senza né reti né assist all'attivo, e un voto medio di 6.60 – un rendimento affidabile, ma non da protagonista, tipico di un centrale che fa il suo senza rubare la scena. A 28 anni, nel pieno di quella che dovrebbe essere l'età d'oro per un difensore, il suo impiego limitato solleva interrogativi sul suo posto nella gerarchia di Italiano, e le ultime giornate non basteranno a chiarirli.

Italiano, intervenuto dopo il trionfo contro il Napoli, ha discusso del futuro del club, sottolineando l'impatto di Jonathan Rowe dalla panchina come chiave della vittoria – un segnale che, quest'estate, le chiacchiere al Bologna ruoteranno più intorno al talento offensivo e alla conferma dell'allenatore, che non alla difesa.

Ora, per il centrale rossoblù, l'obiettivo è chiudere la stagione con il solito professionismo. Quel successo al Maradona lascia alla squadra un motivo in più per archiviare il campionato a testa alta.