Il portiere dell'Atalanta Marco Carnesecchi ha mantenuto la Dea in parità contro la Roma all'Olimpico sabato, guadagnando una valutazione di "miracoloso" dalle pagelle di Tuttosport mentre le due squadre hanno condiviso un pareggio 1-1 in una partita con conseguenze europee per entrambi i club.

Il risultato lascia l'Atalanta settima in Serie A con 54 punti da 33 partite — una posizione che non soddisfa né le ambizioni del club né l'aspettativa dichiarata da Raffaele Palladino di "un gioco aperto e offensivo." Un pareggio è un punto guadagnato solo se l'obiettivo era un punto. Contro la Roma, con i posti europei ancora in gioco, si legge più vicino a due punti persi.

Il contributo individuale di Carnesecchi, tuttavia, non è in dubbio. Il 25enne ha ora giocato 32 partite questa stagione, con una valutazione media di 7,30 — una cifra che, per un portiere di una squadra che ha subito solo 29 gol in 33 partite di campionato, riflette un'eccellenza coerente piuttosto che meramente occasionale. L'Atalanta di Palladino ha vinto 14, pareggiato 12 e perso 7: la solidità difensiva è strutturale, ma un portiere valutato sopra 7,00 durante un'intera stagione sta facendo più che beneficiare del sistema davanti a lui.

Il suo punteggio complessivo AI di 68 su 100 suggerisce che il limite è vicino ma non ancora raggiunto. A 25 anni, nato a luglio 2000, Carnesecchi si trova nell'età precisa in cui il divario tra la prestazione attuale e il limite proiettato tende a chiudersi più velocemente. La prestazione all'Olimpico — descritta dalla stampa italiana con una parola riservata alle parate che alterano i risultati — è il tipo di evidenza che accelera quella traiettoria.

I 45 gol segnati dall'Atalanta contro i 29 subiti danno loro una differenza positiva di 16, rispettabile per il settimo posto ma indicativa di una squadra che non ha convertito completamente la solidità difensiva in vittorie. Dodici pareggi in 33 partite è il numero che spiega il divario tra le loro prestazioni e la loro posizione. Carnesecchi non può creare vittorie dalle sole partite inviolate, ma non è il motivo per cui quei pareggi esistono.

Con la stagione che entra nelle sue ultime settimane, la sua forma è l'unica costante su cui Palladino può fare affidamento incondizionatamente.