Il centrocampista dell'Inter Hakan Çalhanoğlu era assente quando i Nerazzurri hanno travolto la Lazio con un secco 3-0 all'Olimpico, nella 36ª giornata di Serie A: un successo che ha rafforzato il primato dei campioni, saliti a 85 punti in 36 partite. La vittoria è stata tutta interista — e convincente — ma il vero focus andava all'uomo rimasto ai box.
Questo assolo ha un doppio volto. La squadra di Cristian Chivu ha dimostrato con forza che sa reggere l'urto senza il suo perno a centrocampo, segnale di una rosa davvero profonda. Eppure, per un 32enne che in stagione ha già messo a referto nove gol e quattro assist in 22 presenze di campionato, è un campanello d'allarme: lo spazio per la routine si è ristretto più del previsto.
I numeri di Çalhanoğlu in questa annata restano tra i più prolifici della sua carriera nel ruolo di regista. Un voto medio di 7.50 in quelle 22 uscite racconta di un'influenza costante, non solo di lampi isolati, mentre i nove gol dal centrocampo hanno fatto la differenza, plasmando i risultati anziché limitarsi a impreziosirli. La valutazione complessiva dell'AI, con un 83 su 100, lo posiziona tra l'élite dei mediani in Serie A, secondo l'indice composito.
Ora, il contesto più caldo è il futuro immediato. Inter e Lazio si sfideranno di nuovo all'Olimpico il 13 maggio, nella finale di Coppa Italia: una sfida che richiederà il turco al top, se sarà in condizione. Chivu, al termine del blitz in campionato, ha elogiato il suo gruppo come "un fantastico collettivo", parole che suonano sincere vista la nettezza del successo. Un tecnico che vince in grande stile senza un elemento chiave ha alternative preziose; un giocatore che lo sa, invece, trova nuova benzina.
La stagione dell'Inter — 27 vittorie, quattro pareggi, cinque sconfitte, 85 reti realizzate e solo 31 subite — racconta di uno scudetto costruito con metodo, non per fortuna. Çalhanoğlu è stato al centro di quell'impalcatura per gran parte del percorso. Che torni per la finale di Coppa o per il rush finale, la sua assenza ha posto una domanda silenziosa: una sfida che esalta il gruppo e stimola l'individuo.
Lui vorrà rispondere sul campo.