Il centrocampista dell'Inter Hakan Çalhanoğlu si prepara ad affrontare la finale di Coppa Italia di mercoledì contro la Lazio con un'opportunità netta: chiudere una stagione che ha già consegnato un titolo di Serie A con un secondo trofeo, questa volta proprio sul campo dei rivali biancocelesti.
La posta in palio è concreta. La squadra dell'allenatore dell'Inter Cristian Chivu ha già messo in bacheca lo Scudetto — 85 punti in 36 partite, 27 vittorie, una differenza reti di +54 — e la finale di Coppa Italia è l'ultimo ostacolo che separa questa formazione da un double nazionale. Per Çalhanoğlu in particolare, la tempistica assume un significato rilevante. Il 32enne è rimasto ai box nelle ultime settimane a causa di un infortunio, assistendo dalle tribune alla cavalcata Scudetto dei nerazzurri senza il suo contributo. Una finale regala quel tipo di trama perfetta che il calcio raramente allestisce con tanta precisione.
I suoi numeri stagionali pesano. Nove reti e quattro passaggi decisivi in 22 presenze in Serie A, con un voto medio di 7.50, rappresentano un rendimento che la maggior parte dei centrocampisti centrali del campionato non riuscirebbe a eguagliare nell'arco di un'intera stagione. Il fatto che abbia prodotto queste cifre in meno di due terzi delle gare di campionato dell'Inter evidenzia sia la sua influenza in campo che il costo delle sue assenze. L'Inter di Chivu non si è fermata senza di lui — il meccanismo ha continuato a girare — ma il profilo di Çalhanoğlu come regista davanti alla difesa con propensione al gol non è facilmente replicabile.
Il bollettino medico in vista della finale si è schiarito per l'Inter. Marcus Thuram dovrebbe essere a disposizione di Chivu, anche se si registra l'assenza di un titolare a centrocampo — un dettaglio che potrebbe condizionare l'impiego o la protezione tattica di Çalhanoğlu nella formazione. Lo stesso Chivu ha approcciato l'occasione con voluta calma, invitando i suoi giocatori a scendere in campo e godersela, aggiungendo che la vittoria non cambierà nulla riguardo agli standard che si aspetta. È l'atteggiamento di un tecnico che ha già centrato l'obiettivo primario e desidera che la finale venga affrontata senza il fardello della disperazione.
Christian Vieri, dal canto suo, ha dato l'Inter favorita per la conquista della coppa, definendo questo momento solo l'inizio per il progetto di Chivu. La sensazione è comprensibile, visti il bottino di punti e la differenza reti accumulati dai nerazzurri, ma le finali sono un contesto a parte, che comprime tutto: stato di forma, condizione fisica e la pressione peculiare di una partita secca.
Per Çalhanoğlu, la questione è più semplice di qualsiasi disquisizione tattica. Ha nove marcature e quattro passaggi vincenti in una stagione di Serie A funestata da un infortunio. La finale di Coppa Italia è l'unico palcoscenico che resta. Ci vorrà essere.