Il centrocampista dell'Inter Hakan Çalhanoğlu ha conquistato il suo secondo trofeo stagionale dopo che l'Inter di Cristian Chivu ha superato la Lazio per 2-0 nella finale di Coppa Italia di mercoledì. I nerazzurri hanno così realizzato il Double, negando alla Lazio la gioia del successo sul proprio campo.

Questo successo completa una stagione in Serie A che aveva già messo in bacheca lo Scudetto — l'Inter ha concluso al primo posto con 85 punti in 36 gare, frutto di 27 vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte. A questo si aggiunge un trionfo in coppa che il presidente nerazzurro Beppe Marotta aveva indicato come obiettivo primario per raggiungere la decima Coppa Italia nella storia del club. Un'ambizione ora pienamente concretizzata.

Per il turco, il tempismo di questa vittoria assume un peso particolare. Il 32enne ha affrontato una stagione costellata di interruzioni, collezionando 22 presenze nel campionato nerazzurro anziché l'intero calendario. Eppure, ha comunque messo a segno nove reti e fornito quattro assist, con un rating medio di 7.50 a partita. Queste cifre dipingono il profilo di un calciatore che ha saputo contribuire ad alto livello ogni volta che è stato disponibile — non una figura marginale dedita alla gestione del minutaggio, bensì un perno fondamentale che ha saputo impattare sulle circostanze. La differenza tra le sue 22 apparizioni e le 36 giornate di campionato dell'Inter è il sottotesto silenzioso dietro a questa bacheca di trofei.

Lautaro Martinez e Marcus Thuram hanno formato il tandem offensivo per la finale, e il 2-0 finale ha certificato la superiorità nerazzurra quella sera. Questo trionfo in Coppa Italia comporta anche una conseguenza strutturale per la Serie A: con l'Inter detentrice sia dello Scudetto che della coppa nazionale, la soglia di qualificazione europea si allarga alle prime sette posizioni in classifica. Un dettaglio che ridefinisce la posta in palio per i club ancora impegnati a definire il proprio futuro continentale.

Il rating AI individuale di Hakan, pari a 83 su 100, riflette un calciatore che opera ancora egregiamente all'interno delle esigenze del calcio d'élite, anche se il potenziale massimo assegnatogli dalla metrica è più basso. Questo è forse il riconoscimento che, a 32 anni, la sua traiettoria è orientata alla qualità sostenuta piuttosto che a un ulteriore sviluppo. Averla mantenuta attraverso una campagna culminata con la conquista del Double è, di per sé, una dimostrazione notevole.

La stagione nerazzurra è giunta al suo compimento. Il contributo del numero 20 interista è tangibile: reti, assist, uno Scudetto e ora una Coppa Italia. La prossima domanda per Cristian Chivu è se riuscirà a mantenere intatto questo gruppo abbastanza a lungo da difendere entrambi i trofei nella prossima annata.