Il centrocampista dell'Inter Hakan Çalhanoğlu ha chiuso la stagione di Serie A 2025-26 da vincitore dello Scudetto e della Coppa Italia. Il suo apporto alla conquista del Double di Cristian Chivu è ormai assodato: nove gol e quattro assist in 22 presenze di campionato, con un rating medio di 7.50. Il Double nerazzurro è, dunque, un dato di fatto. La domanda che si apre con la finestra estiva è se il 32enne rimarrà un perno centrale del progetto che lo ha valorizzato.
Questa domanda acquista rilevanza per quanto il turco ha rappresentato in questa annata. Nove reti in campionato da un centrocampista non sono un bottino marginale: è il frutto di un giocatore cui è stata data fiducia per gli inserimenti senza palla, per prendersi le responsabilità dal dischetto e per imporsi nelle sfide che richiedono più di una semplice gestione del possesso. L'Inter ha concluso al primo posto con 86 punti in 37 partite, subendo appena 32 gol. Un record difensivo così solido esige un centrocampo capace di recuperare palla e controllare il ritmo, e il rendimento di Çalhanoğlu nel corso della stagione riflette una costanza di prestazioni piuttosto che occasionali lampi di brillantezza.
Il presidente Beppe Marotta, intervenuto dopo la conferma dello Scudetto, ha dichiarato che la "storia dell'Inter continua" — una frase che esprime fiducia a livello istituzionale ma lascia, deliberatamente, aperti gli scenari individuali. La prossima finestra di mercato metterà alla prova quella fiducia. Le voci hanno già accostato i nerazzurri a Marco Palestra, con il Manchester City anch'esso sul medesimo obiettivo, una dinamica che illustra la pressione competitiva che la formazione di Chivu dovrà affrontare sul mercato. La costruzione della squadra a questo livello è raramente una mera sommatoria; essa impone scelte precise su chi farà da perno per il prossimo ciclo.
Per Çalhanoğlu, l'età e la sua situazione contrattuale inquadreranno queste scelte. A 32 anni, con un punteggio complessivo di AI di 83 e un tetto di sviluppo valutato a 60, il profilo è quello di un giocatore al culmine della sua maturazione e del suo valore consolidato, piuttosto che un talento ancora in ascesa. Questo non è un ridimensionamento; è semplicemente la fotografia di ciò che l'Inter ha effettivamente a disposizione: un centrocampista collaudato, estremamente funzionale, capace di fornire prestazioni decisive quando il titolo era in palio. La stagione da 86 punti dei nerazzurri non gli è capitata intorno; è avvenuta, in parte misurabile, grazie al suo apporto.
La gara contro il Verona all'ultima giornata, conclusa sull'1-1, è stata più una celebrazione che una contesa agonistica, e il posto del regista turco nei festeggiamenti sul pullman scoperto è stato ampiamente meritato lungo l'arco di tutte e 37 le partite. Sia che cominci la campagna 2026-27 nello stesso ruolo, sia che l'Inter di Chivu si ridisegni attorno a nuovi volti, l'annata appena trascorsa gli offre un argomento difficile da confutare.