Il Cagliari ha superato l'Arezzo per 1-0 in casa nel primo turno di Coppa Italia. Il match è stato deciso prima della mezz'ora da un calcio di rigore, al quale l'Arezzo non è riuscito a trovare una risposta nell'arco dei novanta minuti più recupero.
Il momento decisivo è arrivato al 23° minuto. Il centrocampista del Cagliari Alessandro Deiola si è incaricato di trasformare dal dischetto, regalando alla squadra di Fabio Pisacane il vantaggio e, come si è poi rivelato, l'unica marcatura dell'incontro. L'Arezzo si era già ritrovato in dieci uomini disciplinati – dopo aver collezionato un cartellino giallo al 16° minuto – e il rigore ha aggravato un difficile avvio per gli ospiti di Cristian Bucchi. Ciò che ha reso il gol più di una semplice trasformazione da calcio di rigore è stato il suo contesto: il Cagliari era arrivato a questa partita sull'onda di un ottimo slancio dalla fine della sua campagna in Serie A, e la conclusione del centrocampista sardo ha prolungato quella fiducia in una nuova competizione, senza soluzione di continuità.
Il secondo snodo decisivo è arrivato all'intervallo, quando il Cagliari ha operato un cambio significativo: Paul Mendy è stato sostituito da Gennaro Borrelli. I dati non forniscono alcuna motivazione ufficiale, ed è scorretto speculare, ma la tempistica – con il vantaggio acquisito e un intero secondo tempo da gestire – ha influenzato il modo in cui il tecnico ha gestito le sue risorse da quel momento in poi. Un'ulteriore doppia sostituzione al 54° minuto ha visto Raphael Kofler e Daniel Maldini subentrare a Deiola e Yael Trepy, permettendo una sostanziale rotazione dell'undici titolare, pur blindando il vantaggio minimo. Mattia Felici ha rilevato Jacopo Fazzini al 67° minuto, e Matteo Prati è subentrato a Harry Winks a dieci minuti dal termine, completando una rotazione estesa dell'organico.
Deiola è stato il fulcro della gara. Il difensore rossoblù, poi incaricato del penalty, ha siglato l'unico gol dell'incontro ed è stato abbastanza propositivo da meritare la sostituzione al 54° minuto — un segnale che il tecnico era soddisfatto di 'mettere in cassaforte' il suo apporto e gestirne i minuti, piuttosto che impiegare il calciatore sardo per tutti i novanta. In una gara d'apertura di Coppa Italia che prediligeva l'efficienza allo spettacolo, è esattamente ciò che il suo ruolo richiedeva.
L'Arezzo, alla sua prima apparizione in questo set di dati, ha offerto poco che potesse impensierire il risultato. La formazione di Bucchi ha effettuato cinque sostituzioni nel corso del secondo tempo – tra cui l'ingresso di Andrea Cagnano al 60° minuto e l'uscita di Alessandro Arena al 74° – ma i cambi non hanno prodotto alcuno spostamento significativo nell'equilibrio dell'incontro. Un secondo cartellino giallo al 66° minuto ha rimarcato un pomeriggio caratterizzato da sanzioni disciplinari, che tuttavia non si è mai tradotto in una vera minaccia offensiva. Contro una squadra cagliaritana che aveva incassato solo due reti nelle sue ultime tre partite, l'incapacità dell'Arezzo di trovare la via del gol non è stata una sorpresa, ma le modalità della sconfitta – passiva, senza una reazione significativa al rigore iniziale – preoccuperanno Bucchi mentre la sua squadra si prepara alla prossima stagione di Serie B.
La recente curva di forma del Cagliari, anche grazie a questa partita, evidenzia una storia coerente. Nelle ultime cinque partite – comprendenti quattro gare di Serie A e questa sfida di Coppa Italia – il collettivo di Pisacane ha conquistato dieci punti su quindici disponibili, mettendo a segno cinque gol e subendone quattro. Restringendo l'analisi alle ultime tre, il quadro si fa ancora più netto: tre vittorie, nove punti, cinque gol realizzati e due al passivo. Il finale rocambolesco nel tempo di recupero – un cartellino giallo per Maldini e un cartellino rosso per un giocatore non specificato del Cagliari al 90° minuto – ha aggiunto una tensione superflua a un pomeriggio che era stato fin lì controllato, e Pisacane vorrà che questi episodi vengano gestiti meglio nei turni futuri.
Un rigore prima della mezz'ora, un secondo tempo gestito con disciplina difensiva, e una rotazione della rosa che ha concesso minuti a Borrelli, Kofler, Maldini, Felici e Prati: il Cagliari ha sfruttato questa sfida di Coppa Italia esattamente come dovrebbe fare un club ben strutturato, e la striscia di tre vittorie consecutive si proietta ora in una nuova competizione.