Il direttore sportivo del Torino Petrachi ha espresso una posizione ferma su Alessio Cacciamani, il diciannovenne centrocampista granata: qualsiasi club lo voglia dovrà presentare un'offerta davvero significativa, poiché, sebbene le esigenze di bilancio impongano una cessione, i termini sono interamente dettati dal club piemontese. La trattativa con la Roma, al momento, ristagna.

Il fulcro della questione è semplice e lineare. Il Torino ha concluso la stagione di Serie A 2025-26 al 12° posto, con 45 punti in 38 partite — un bilancio di 12 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte, e una differenza reti negativa di 19. Si tratta di una società che necessita di plusvalenze dalle cessioni per ristrutturare la rosa, non un club che può permettersi di svendere il suo giovane talento più pregiato. Cacciamani rappresenta, in questo contesto, una leva tanto finanziaria quanto tecnica.

I numeri del giovane mediano sono modesti ma significativi per un diciannovenne. In 39 presenze in tutte le competizioni, Cacciamani ha contribuito con 2 gol e 2 assist, con una media voto di 6.18 per partita. Non si tratta certo dei numeri di un calciatore che ha dominato la Serie A; bensì di quelli di un ragazzo che ha saputo mantenere il proprio posto in una squadra in difficoltà per un'intera stagione, un fattore che alla sua età assume un peso specifico non indifferente. Il suo punteggio AI complessivo di 58 su 100, con un potenziale massimo proiettato a 65, suggerisce un calciatore il cui valore risiede più nella potenziale crescita che nella resa attuale — il profilo ideale per i club disposti a investire sul futuro piuttosto che sulla produzione già consolidata.

La posizione pubblica di Petrachi — secondo cui i colloqui con la Roma non sono sfumati ma neppure hanno fatto progressi — è tanto una tattica negoziale quanto un aggiornamento di fatto. Confermando che un'“offerta davvero importante” rappresenta la soglia minima, il direttore sportivo fissa l'asticella del mercato senza però precludere alcuna possibilità. Una posizione comprensibile per una società nelle attuali condizioni finanziarie del Torino: cedere sì, ma alle proprie condizioni, oppure non cedere affatto.

La tempistica, inoltre, aggiunge un ulteriore livello di complessità. Il Torino esordirà in Coppa Italia contro la Carrarese il 16 agosto, con il club contemporaneamente impegnato a trattare cessioni con l'RB Salisburgo. Una squadra in piena transizione, e un giovane centrocampista di qualità il cui futuro è pubblicamente ancora da definire — la vicenda Cacciamani non è una storia di calciomercato a sé stante, ma il sintomo di un club che sta ridefinendo la propria identità.

Se la Roma, o qualsiasi altro club interessato, dovesse raggiungere la soglia fissata da Petrachi, Cacciamani partirà portando con sé il valore di una cessione fondamentale per le casse del club. Qualora invece non dovessero arrivare offerte concrete, il centrocampista rimarrà un elemento chiave del progetto di ricostruzione. Entrambi gli scenari saranno dettati da una cifra che il Torino non ha ancora rivelato — e questo silenzio, al momento, è la carta più potente in mano ai granata.