Il direttore sportivo del Torino, Petrachi, ha confermato l'arenarsi dei negoziati con la Roma per il centrocampista diciannovenne del Torino Alessio Cacciamani. Il club granata, infatti, insiste affinché qualsiasi offerta sia concretamente significativa prima di intavolare una cessione. I colloqui, al momento, non hanno progredito a un livello che soddisfi la valutazione del Torino, sebbene il dirigente non abbia chiuso del tutto la porta.

La tensione di fondo è strutturale. Il Torino ha concluso la stagione di Serie A 2025-26 al dodicesimo posto, chiudendo con 45 punti in 38 partite: un bilancio di 12 vittorie, 9 pareggi e 17 sconfitte, con 44 gol all'attivo e 63 al passivo. Un club con una simile fragilità difensiva e una differenza reti negativa non si trova certo a negoziare da una posizione di forza. Petrachi è consapevole che le esigenze di bilancio impongono una cessione; la sfida è ottenere una cifra che rifletta la traiettoria di crescita del giocatore piuttosto che l'urgenza economica del club.

I numeri di Cacciamani in 39 presenze — 2 gol, 2 assist, una valutazione media di 6.18 — non suggeriscono, a prima vista, un profilo da top-player. Ma il contesto è cruciale. Ha diciannove anni, essendo nato a giugno 2007, e ha macinato un'intera stagione di minuti nella massima serie a un'età in cui la maggior parte dei centrocampisti sta ancora colmando il divario tra il calcio giovanile e la prima squadra. Il volume delle sue presenze da solo segnala che il Torino di Leonardo Colucci gli ha affidato responsabilità reali, non semplici ruoli di comparsa.

Il collegamento con la Roma rappresenta l'indiscrezione di mercato più concreta disponibile, e la sua attuale stasi non ne decreta l'archiviazione. Un top club come la Roma che valuta un adolescente proveniente da una squadra di metà classifica suggerisce che gli scout abbiano dato un giudizio positivo. Il punto critico è il prezzo, non il profilo del giocatore. La posizione pubblica di Petrachi — che l'offerta debba essere veramente importante — è tanto una postura negoziale quanto una dichiarazione di principio, e lascia ampi margini per una ripresa dei colloqui.

L'estate del Torino presenta, tuttavia, altre dinamiche. Il presunto interesse per il portiere del Leeds United Lucas Perri, per un esborso potenziale di circa 15 milioni di euro, indica la volontà del club di porre rimedio alla fragilità difensiva che ha contraddistinto la sua annata 2025-26. Vendere Cacciamani alla cifra giusta finanzierebbe un simile innesto senza intaccare il nucleo competitivo della rosa.

La valutazione per lo stesso Cacciamani, tuttavia, assume una prospettiva diversa. Un'altra stagione al Torino sotto la guida di Colucci significherebbe un minutaggio maggiore, una più ampia esperienza e un potere contrattuale più solido tra dodici mesi. Un trasferimento alla Roma ora lo vedrebbe approdare in un ambiente più blasonato, ma con un minutaggio garantito inferiore. Nessuno dei due percorsi è ovviamente superiore, ed è proprio per questo che il Torino può permettersi di aspettare la cifra che renda la decisione inequivocabile.

Petrachi ha tracciato la linea. La prossima mossa spetta alla Roma.