Bologna e Sassuolo si sono spartiti la posta in palio allo Stadio Renato Dall'Ara, pareggiando 2-2 in una sfida che la formazione di Domenico Tedesco ha trascorso buona parte del pomeriggio a inseguire. Il punto è arrivato solo grazie all'attaccante del Bologna Artem Dovbyk, subentrato dalla panchina al 66', che ha siglato il 90+1' per riequilibrare il punteggio dopo che il Sassuolo aveva ristabilito il suo vantaggio nel secondo tempo – un vantaggio, tra l'altro, riconquistato entro sei minuti dal precedente pareggio felsineo.
Il copione della gara si è delineato presto. Il difensore del Sassuolo Josh Doig ha sbloccato il risultato al 19', portando in vantaggio la squadra di Alberto Aquilani, che ha conservato il primato fino all'intervallo. La reazione del Bologna non è giunta dal gioco, ma dalla panchina: Tedesco ha operato un triplice cambio al 45', gettando nella mischia contemporaneamente Nikola Moro, Marco Libra e Juan Miranda. Il triplice innesto, un intervento strutturale che denota un primo tempo decisamente fallimentare, ha avuto un impatto immediato. Cinque minuti dopo l'inizio della ripresa, Miranda ha servito l'assist a Roberto Piccoli – il centravanti del Bologna – per il gol dell'1-1.
La parità è durata appena sei minuti. Il centrocampista del Sassuolo Vasilije Adžić ha riportato in vantaggio gli ospiti al 56', e Aquilani lo ha prontamente richiamato in panchina al 60' insieme a Luca Lipani, sostituendoli con Ibrahim Sulemana e Kristian Thorstvedt. La doppia mossa è stata interpretata come una decisione calcolata per blindare il vantaggio piuttosto che per cercare di incrementarlo – e per i successivi trenta minuti è sembrata la scelta giusta.
Dovbyk ha ribaltato la situazione. L'attaccante ucraino era in campo da ventiquattro minuti quando ha rimediato un cartellino giallo al 90+1' – e poi, nello stesso minuto, ha siglato la rete del definitivo 2-2. La tempistica ha condensato due eventi in un unico episodio che caratterizzerà il ricordo di questa partita: un'ammonizione e un gol, in rapida successione, da un giocatore inserito proprio per conferire quel tipo di incisività nel finale. Il Bologna ha poi subito un'espulsione al 90+4', l'identità del calciatore non precisata nel referto della gara, il che ha aggiunto una nota amara a un pomeriggio altrimenti salvato in extremis.
Il fallimento del Sassuolo nel conservare il vantaggio non è stata solo una questione di aver subito un gol nel finale. La compagine di Aquilani era andata in vantaggio due volte e per due volte ha concesso al Bologna di rientrare in partita – la seconda volta proprio all'ultimo minuto di gioco regolamentare. La loro struttura difensiva aveva retto bene all'impatto del triplice cambio del Bologna per gran parte del secondo tempo, ma l'ingresso di Dovbyk al 66' ha alterato l'equilibrio fisico nell'ultimo terzo di campo, e gli ospiti non sono riusciti a gestire il concitato finale. Il cartellino giallo rimediato da Jay Idzes del Sassuolo al 54' – nella concitata parentesi di cinque minuti tra il gol del pareggio felsineo e la replica di Adžić – ha illustrato quanto quel frangente centrale della partita fosse diventato teso e sotto pressione per entrambe le squadre.
Per il Bologna, il punto conquistato si inserisce in un contesto di autentiche difficoltà di inizio stagione. Nelle ultime tre gare, la formazione di Tedesco ha racimolato un solo punto, siglando due reti e subendone quattro. Le due reti odierne rappresentano l'intera produzione offensiva fin qui della loro campagna. Il Sassuolo, al contrario, ha conquistato otto punti nelle ultime cinque uscite tra Serie A e Coppa Italia, e cinque nelle ultime tre, indicando una squadra con slancio che semplicemente non è riuscita a chiudere una partita che aveva controllato per larghi tratti.
Tra un mese, questa partita sarà ricordata come il pomeriggio in cui il Bologna ha avuto bisogno di un triplice cambio all'intervallo e di una rete al 90+1' da parte di un subentrato per evitare la terza sconfitta consecutiva.