Inter, dominio senza discussioni al Dall'Ara

L'Inter ha lasciato lo Stadio Renato Dall'Ara con un perentorio 1-3 sulla Bologna, costruendo il margine di vittoria su una ripresa in cui i padroni di casa non hanno trovato risposte — tre reti in 44 minuti che hanno cancellato quella che brevemente era sembrata un'occasione promettente per la formazione di Raffaele Palladino.

Il centrocampista della Bologna Tommaso Pobega ha sbloccato il risultato al 10', convertendo un passaggio decisivo del centrocampista Juan Miranda per portare i Rossoblu avanti contro la squadra in migliore spolvero della divisione. Per una squadra che aveva conquistato una sola vittoria nelle ultime cinque giornate, era proprio il genere di avvio di cui aveva necessità. L'Inter, arrivata al Dall'Ara con una sola battuta d'arresto in sei uscite di Serie A, ha assorbito il contraccolpo senza patema. L'attaccante nerazzurro Marcus Thuram ha pareggiato al 44', servito da Nicolo Barella, e il gol è piombato nel peggior momento concepibile per i bolognesi — sullo scadere della prima frazione, annullando qualsiasi vantaggio psicologico che la marcatura iniziale aveva loro regalato.

Il momento topico arriva al 69'. L'Inter sostituisce Federico Dimarco con Carlos Augusto e, nello stesso minuto, il neo-entrato firma già il gol del sorpasso, assistito dal mediano dell'Inter Piotr Zielinski. Una marcatura a pochi istanti dall'ingresso in campo è il tipo di episodio che frantuma la resistenza di una squadra, e la Bologna — già con due cartellini gialli annotati — non ha trovato una reazione coerente. Augusto si trasforma subito in assist-man: all'83', l'attaccante interista Ange-Yoan Bonny, subentrato al 58', chiude i conti con l'ennesimo passaggio decisivo del brasiliano. Due cambi dalla panchina che si combinano per il terzo gol, entrambi introdotti nella ripresa: è la misura della profondità su cui l'Inter di Simone Inzaghi ha potuto contare.

Bonny merita il fuoco dei riflettori. Introdotto per sostituire Pio Esposito al 58' con il match ancora in equilibrio, contribuisce alla rete che mette al sicuro il risultato — la marcatura all'83' che regala ai nerazzurri un vantaggio di due lunghezze ed elimina qualsiasi speranza matematica per i felsinei. Che un giocatore immesso dalla panchina con la partita in parità potesse risolverla con tale nettezza rispecchia la qualità diffusa nell'intera rosa interista, non meramente nell'undici di partenza.

Le difficoltà della Bologna erano strutturali quanto tattiche. Pobega, autore dell'unico gol rossoblù, riceve un'ammonizione al 57' ed è sostituito al 76'; Miranda, che aveva confezionato l'assist per l'apertura, è ammonito al 71'. I giocatori che avevano costruito il vantaggio iniziale sono stati o ammoniti o tolti dal rettangolo di gioco prima della sentenza finale. Il cambio al 30' — Jay Enem al posto di Roberto Piccoli — arriva sufficientemente presto da suggerire una sostituzione obbligata piuttosto che tattica, sebbene i dati non offrano alcuna motivazione ufficiale. Quattro gialli e quattro sostituzioni raccontano la storia di una squadra impegnata a gestire emergenze piuttosto che consolidare un vantaggio. La Bologna aveva totalizzato una vittoria nelle ultime cinque giornate antecedenti il fischio d'inizio; quel bilancio rimane immutato nella medesima finestra successiva a questa battuta d'arresto.

La traiettoria nerazzurra procede nella direzione opposta. Sono giunti al Dall'Ara con 16 punti da sei partite, unica squadra imbattuta nei vertici della classifica, e se ne vanno con una vittoria che estende quel primato. Nelle ultime cinque giornate compreso questo risultato, hanno ottenuto quattro successi e un pareggio — una continuità che rende il punto occasionalmente perso simile a un errore di arrotondamento piuttosto che a una fragilità tattica. La Bologna, con una vittoria, due pareggi e due sconfitte negli ultimi cinque incontri incluso il match di sabato, persiste in un momento critico senza alcun segnale evidente della serie che potrebbe cambiare la fisionomia della loro stagione.

L'Inter non ha avuto necessità di esprimere il miglior calcio per prevalere al Dall'Ara. Questo è il dettaglio più significativo dell'intero pomeriggio.