Il direttore sportivo dell'Inter, Piero Ausilio, ha confermato questa settimana che il difensore nerazzurro Yann Bisseck è stato ingaggiato in base all'analisi dei dati – un particolare che sottolinea l'evoluzione del classe '99 sotto la guida di Cristian Chivu, tecnico dei campioni d'Italia.
L'affermazione non è di poco conto. Ausilio, ripercorrendo le decisioni di mercato in un'intervista a 360 gradi, ha citato Bisseck come un esempio di reclutamento data-driven perfettamente riuscito, accostandolo persino a Lautaro Martinez, definito dal dirigente come il miglior colpo di sempre del club. Che il centrale tedesco venga menzionato in un contesto così prestigioso non è frutto di sentimentalismo, ma la chiara testimonianza di un processo virtuoso che ha funzionato.
I numeri della stagione 2025-26 di Bisseck corroborano appieno questa valutazione. In 22 presenze in Serie A, il difensore ha messo a segno tre reti e fornito un assist, un bottino che farebbe invidia a molti centrocampisti ed è davvero notevole per un centrale difensivo. La sua media voto di 7.20 lo colloca tra gli elementi più affidabili di una squadra che ha incassato solamente 32 gol in 37 partite, a fronte di 86 realizzate: un bilancio difensivo che attesta tanto la disciplina collettiva quanto la solidità individuale del reparto arretrato.
L'Inter di Chivu comanda la Serie A con 86 punti in 37 giornate, frutto di 27 vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte. Il difensore tedesco è stato parte integrante dell'architettura che ha reso possibile questo traguardo. Un difensore che garantisce un apporto in entrambe le fasi di gioco, senza intaccare la solidità posizionale, è esattamente il profilo di cui una squadra con ambizioni Scudetto ha bisogno dalle sue alternative in rosa – e il nerazzurro ha ampiamente superato quella soglia.
Il modello di scouting basato sull'IA che ha guidato il suo reclutamento lo valuta 71 su 100 complessivamente, con un potenziale proiettato di 76. Questi numeri suggeriscono un giocatore ancora in rampa di lancio, non uno che ha già toccato il suo apice. A 25 anni, con una stagione da Scudetto alle spalle e un direttore che accredita pubblicamente il valore dei dati che lo hanno individuato, Bisseck si affaccia all'estate come una delle storie di successo più silenziose della rifondazione nerazzurra – e una delle prove più lampanti dell'importanza di fidarsi dei numeri anche quando l'osservazione visiva non è dirimente.
La franchezza di Ausilio sulle operazioni meno fortunate – ha ammesso il rimpianto per Sandro Tonali e riconosciuto un rifiuto nel tentativo di acquisire Marco Palestra – rende l'approvazione per Bisseck ancora più significativa. Non tutte le scommesse hanno dato i loro frutti. Ma questa, eccome.