Lorenzo Bernasconi, centrocampista dell'Atalanta, ha vissuto un'altra serata di frustrazione alla New Balance Arena domenica, con la Dea incapace di superare il Genoa in un match terminato 0-0 che complica ulteriormente le ambizioni europee del club bergamasco.

Il punto è il terzo in due partite per Raffaele Palladino e i suoi, ma arriva dopo la sconfitta contro il Cagliari di una settimana fa e consolida una striscia di risultati che ha eroso ogni margine di manovra in chiave Europa. Con 55 punti in 35 giornate — frutto di 14 vittorie, 13 pareggi e 8 sconfitte — l'Atalanta resta settima, una posizione che racconta meglio di qualsiasi analisi la distanza tra le aspettative di inizio stagione e la realtà attuale.

Per Bernasconi, a 22 anni, è una stagione che ha prodotto tre assist in 23 presenze con una media voto di 7.00: numeri che parlano di un giocatore affidabile, capace di contribuire senza essere decisivo. Il problema non è il singolo, ma il collettivo: la Dea ha segnato appena 47 gol in 35 partite, una media che non si addice a una squadra con le ambizioni di Bergamo. Contro il Genoa, l'occasione più nitida è capitata a Giacomo Raspadori, che ha colpito il legno — un'immagine che sintetizza l'intera serata.

Il Grifone, dal canto suo, può considerarsi praticamente salvo dopo questo punto strappato in trasferta. Per l'Atalanta, invece, la matematica non perdona: con tre giornate presumibilmente ancora da disputare, il margine per risalire si assottiglia ad ogni pareggio. Bernasconi e i compagni hanno ancora la possibilità di chiudere la stagione con dignità; trasformarla in qualcosa di più concreto dipenderà dalla capacità di trovare la rete che stasera è mancata.