Cristiano Giuntoli è stato nominato direttore sportivo dell'Atalanta, ha confermato la società orobica, completando una riorganizzazione della dirigenza che ora pone uno dei market maker più attivi del calcio italiano alla guida delle strategie di reclutamento della Dea — e avrà un impatto diretto sulla carriera del centrocampista ventiduenne Lorenzo Bernasconi, che ha trascorso la stagione a gettare silenziosamente le basi per un ruolo più importante.

La nomina assume un peso specifico per Bernasconi, mettendo fine a un periodo di ambiguità istituzionale. Dall'addio di Tony D'Amico, l'interrogativo su chi avrebbe plasmato la filosofia della rosa nerazzurra pesava su ogni previsione riguardante i giovani talenti del club. Giuntoli, con trascorsi tra Napoli e Juventus, vanta un curriculum di tutto rispetto nell'identificazione e valorizzazione di centrocampisti proprio nell'età di Bernasconi. Il ventiduenne non attende più l'arrivo di un direttore sportivo; attende di essere valutato dal nuovo responsabile dell'area tecnica.

La stagione appena conclusa offre al dirigente bergamasco elementi concreti da valutare. Il centrocampista Lorenzo Bernasconi ha messo insieme 23 apparizioni in Serie A con la Dea in questa stagione, a cui si aggiungono tre assist e una media voto di 7.00 — cifre che delineano il profilo di un giocatore affidabile e funzionale agli schemi, più che un dominatore assoluto. Il suo punteggio AI complessivo di 68 su 100, con un potenziale massimo stimato di 76, suggerisce che i modelli di analisi dati rilevano margini di crescita ancora inesplorati. Sotto l'Atalanta di Raffaele Palladino, settima in classifica con 59 punti in 38 partite, tale potenziale è stato sfiorato, ma non pienamente espresso.

L'attività del calciomercato estivo che lo riguarda complica il quadro. L'Atalanta è stata accostata a diversi centrocampisti, tra cui Samuele Ricci e Ardon Jashari dal Milan, mentre la cessione di Ederson al Manchester United rimuove una pedina importante dal centrocampo. Tale partenza libererebbe minuti preziosi. Se sarà Bernasconi a ereditare questi minuti o se Giuntoli deciderà di colmare il vuoto con innesti esterni, sarà il nodo cruciale a cui le prossime settimane daranno una risposta.

Il valore aziendale del club è aumentato dell'undici percento secondo l'ultimo rapporto di Football Benchmark, il che significa che la Dea si affaccia a questa finestra di mercato con una solidità finanziaria che le permette di investire. Questo non è necessariamente un buon segnale per un centrocampista cresciuto nel settore giovanile con un profilo ancora da definire — i club con maggiore disponibilità economica tendono a privilegiare gli acquisti esterni piuttosto che la promozione interna. Tuttavia, Giuntoli ha anche dimostrato, nelle sue precedenti esperienze, la propensione a trattenere e prolungare i contratti dei giocatori che si rivelano costantemente utili. Tre assist e una media voto di 7.00 in 23 presenze rappresentano proprio quel tipo di silenziosa costanza che resiste alla prima valutazione di un direttore sportivo.

La posizione del giovane centrocampista non è né consolidata né precaria. È contingente: dipenderà dalla filosofia di Giuntoli, dai movimenti in entrata a centrocampo e dalla capacità del giocatore stesso di avvicinare il suo potenziale massimo più ai 76 che ai 68 punti all'inizio della nuova stagione.