L'attaccante 29enne dell'Udinese Vakoun Bayo ha realizzato una doppietta per ribaltare lo svantaggio contro il Venezia nei sedicesimi di finale di Coppa Italia, spingendo i bianconeri agli ottavi con una vittoria in rimonta per 2-1 al Bluenergy Stadium.

Il significato di questo risultato va oltre la mera qualificazione. L'Udinese di Kosta Runjaić ha iniziato la stagione 2026-27 con un avvio promettente — settima in Serie A con quattro punti in due partite, frutto di una vittoria e un pareggio — ma Bayo non aveva ancora messo a segno un gol o un assist nella sua unica apparizione in campionato in questa stagione, con un punteggio medio di 6.50. La Coppa Italia gli ha offerto una vetrina, che il giocatore ha saputo sfruttare al meglio.

Il Venezia era passato in vantaggio con Sagrado, costringendo l'Udinese a inseguire il risultato. La pronta risposta di Bayo è stata una doppietta capace di rovesciare le sorti dell'incontro. Una prestazione di tale calibro — gestendo la pressione e poi decidendo la sfida — è precisamente ciò che un attaccante con un overall AI di 63 su 100, con un potenziale di 65, deve dimostrare quando un posto da titolare in campionato non è ancora assicurato.

Il pre-campionato aveva già offerto i primi segnali. L'ivoriano aveva segnato l'unico gol mentre l'Udinese batteva il Barcellona nella finale della Friuli Venezia Giulia Cup, un risultato che aveva generato ottimismo nell'ambiente bianconero. Tradurre quella promessa in risultati concreti in Serie A è stato un processo più lento, ma una doppietta contro il Venezia in una competizione a eliminazione diretta non è certo un dettaglio trascurabile: è la dimostrazione di un attaccante capace di fare la differenza quando la posta in gioco è alta e il margine d'errore minimo.

Il prossimo impegno dell'Udinese in Coppa Italia sarà contro l'Atalanta negli ottavi di finale, un banco di prova decisamente più impegnativo. Sia che Runjaić decida di affidare a Bayo il ruolo di punta per quella partita, sia che si aspetti da lui la stessa brillantezza anche in campionato, l'ivoriano ha quantomeno colmato il divario tra aspettative e prestazioni. A 29 anni, con un potenziale che, secondo i dati, è vicino al suo picco massimo, la finestra per affermarsi non è ampia. Questa doppietta è solo un inizio.