Il centrocampista dell'Inter Nicolò Barella ha trasportato la sua forma da Scudetto direttamente nella stagione di Serie A 2026-27, contribuendo con un gol e un assist in quattro partite, mentre la squadra di Cristian Chivu si trova al secondo posto in classifica con dodici punti frutto di quattro vittorie e nessuna sconfitta.

I numeri sono compatti, ma il contesto li rende più incisivi. L'Inter ha segnato tredici gol e ne ha subiti sei in quelle quattro partite — una squadra costruita sullo slancio collettivo piuttosto che sulla parsimonia difensiva — e il rating medio di Barella di 7,54 in questo arco di tempo lo colloca tra i più costanti della squadra. A 29 anni, non è più il giocatore che ha bisogno di farsi conoscere; è quello con cui gli altri vengono misurati.

Ciò che rende questo inizio di stagione più impegnativo di quanto sembri è l'assenza di Hakan Çalhanoglu, che Chivu non potrà schierare per la trasferta di sabato contro la Roma. L'assenza del centrocampista turco sposta le responsabilità su Barella in modi che vanno oltre le statistiche. Çalhanoglu è stato il perno attorno a cui ruota l'impostazione dell'Inter; senza di lui, Barella dovrà assorbire maggiormente il lavoro di connessione tra difesa e attacco, un ruolo che ha già svolto in passato ma raramente come architetto principale. Il modo in cui Chivu rimodellerà la struttura del centrocampo per quella partita definirà la flessibilità tattica dell'Inter nelle prime settimane della stagione.

C'è anche una dimensione di coppa che si sta sviluppando in parallelo. Il Genoa, che ha sconfitto il Sudtirol negli ottavi di finale di Coppa Italia, affronterà l'Inter nella fase successiva. La squadra di De Rossi arriva con fiducia e slancio, e Barella — la cui energia in tutte le competizioni è stata storicamente una delle risorse più affidabili dell'Inter — sarà fondamentale per affrontare quella partita insieme agli impegni di campionato.

Il suo punteggio AI complessivo di 80 su 100, con un potenziale di 82, riflette un giocatore che ha in gran parte raggiunto il suo massimo senza toccarlo del tutto. Quel divario di due punti non è un fallimento; è un argomento per un'altra stagione decisiva. La piattaforma è lì: una squadra imbattuta, un ruolo chiaro e un calendario di partite che metterà alla prova se quest'Inter potrà mantenere gli standard stabiliti l'anno scorso.

Barella non ha bisogno di un inizio lento per trovare la forma. Ce l'ha già.