Il centrocampista dell'Inter Nicolò Barella ha risposto alla settimana più dura della sua stagione di Serie A 2026-27 con una prestazione in Champions League contro il Feyenoord che, a giudicare dai voti, lo ha aiutato a scrollarsi di dosso il peso del derby. La svolta conta perché Barella era diventato la voce più forte nella resa dei conti nerazzurra dopo il derby, e anche il più esposto nel caso in cui le sue parole si fossero rivelate vuote.
Il contesto va tenuto ben presente. Dopo il 3-1 del Milan sull'Inter del 31 ottobre, Barella ha parlato senza giri di parole. Ha riconosciuto errori individuali e collettivi, ha indicato la difficoltà ricorrente dell'Inter nell'approccio alle partite e ha ammesso che la squadra non si era ancora adattata a un cambio di assetto. Non sono parole di un giocatore che cura la propria immagine, ma di un giocatore che capisce il problema e ne accetta la propria parte. Marcus Thuram si è poi allineato a quanto detto pubblicamente da Barella e Alessandro Bastoni, confermando che l'autocritica non era isolata ma rifletteva una più ampia resa dei conti interna.
Il derby in sé è stato dannoso in un modo che il solo punteggio coglie solo in parte. Christian Pulišić ha sbloccato dopo quattro minuti, Adrien Rabiot-Provost ha raddoppiato al decimo e, anche se Bastoni al 22' ha riaperto la gara per il 2-1, Diego da Silva Moreira ha ripristinato il doppio vantaggio prima dell'intervallo. L'Inter non si è più ripresa. I voti assegnati a Barella quella sera sono stati tra i peggiori della sua stagione.
I suoi numeri stagionali, in nove presenze in Serie A, dicono un gol e due assist con una media voto di 7,18: cifre che raccontano un giocatore capace di incidere anche quando la squadra intorno a lui ha balbettato. Un punteggio complessivo AI di 85 su 100 lo colloca tra i centrocampisti più completi del campionato. Il problema non è mai stato il suo valore massimo, ma se avrebbe saputo ricalibrarsi abbastanza in fretta da impedire che un periodo difficile diventasse dannoso.
La partita contro il Feyenoord ha offerto proprio questa ricalibratura. I voti hanno accreditato a Barella la cancellazione del derby dalla memoria, in netto contrasto con i giudizi seguiti alla sconfitta con il Milan. Una sola prestazione non risolve le questioni strutturali sull'approccio dell'Inter alla manovra o sulla sua vulnerabilità nei primi minuti di gara, problemi che lo stesso Barella ha indicato, ma conferma che l'istinto competitivo del 29enne resta intatto sotto pressione.
L'Inter è seconda in Serie A con 25 punti in dieci partite, una posizione che riflette ancora una qualità autentica lungo tutta la stagione anche dopo il passo falso nel derby. La squadra di Chivu ha la classifica per assorbire un risultato negativo. Se assorbirà anche le lezioni indicate da Barella, sarà la prova più importante.