Il centrocampista dell'Inter Nicolò Barella ha giocato un ruolo chiave in una squadra nerazzurra che ha travolto la Lazio con un secco 3-0 all'Olimpico nella 36ª giornata, un successo che ha ribadito un concetto chiaro: i campioni d'Italia, già padroni dello Scudetto, non sempre procedono a vele spiegate, e l'Inter di Cristian Chivu non è progettata per crociere facili.
Quel successo in trasferta ha un valore che supera il mero punteggio. Inter e Lazio si sfideranno di nuovo allo stesso stadio il 13 maggio per la finale di Coppa Italia, trasformando la gara di sabato in una sorta di ricognizione tattica e al tempo stesso in una festa anticipata. Per Barella, che per tutta la stagione ha fatto da perno al centrocampo nerazzurro, questo tempismo alza decisamente l'asticella.
I suoi numeri in Serie A 2025-26 raccontano di un giocatore che mantiene un rendimento solido senza colpi di testa. In 32 presenze, il 29enne ha messo a referto tre gol e otto assist, con una media voto di 7,20: abbastanza per reggere le fondamenta di una cavalcata scudettata, ma non così travolgente da generare facili illusioni. Quella regolarità è l'essenza: Barella non brilla in fiammate; la sostiene per l'intera annata, un'abilità diversa e forse più dura da coltivare.
Il contesto della squadra nerazzurra rafforza il suo profilo. L'Inter di Chivu guida la Serie A con 85 punti in 36 partite, 85 reti realizzate e solo 31 subite. Una formazione che attacca e difende con questi ritmi non si basa solo su lampi individuali: ha bisogno di un mediano come lui, capace di collegare le fasi di gioco, di anticipare la pressione e di trovare il passaggio prima che gli spazi si chiudano. È il suo mestiere, e raramente finisce sotto i riflettori.
Chivu, al termine della vittoria contro la Lazio, ha definito il suo gruppo "fantastic" – un'etichetta che, dati i fatti della stagione, è dura da contestare. Ora, la finale di Coppa Italia rappresenta una sfida diversa: una partita secca contro gli stessi rivali appena umiliati in casa, con un trofeo in palio e senza spazio per i turnover che una lunga corsa in campionato concede.
Per Barella, il double è a un passo. Il suo rating AI complessivo di 80 su 100 lo ritrae al culmine della condizione, e la struttura creata da Chivu – solida in difesa, coerente tatticamente – gli permette di agire senza dover trainare tutto da solo. Quel bilanciamento trasforma la finale in un'opportunità da cogliere, non in un peso da sopportare.
L'Inter ci arriva da campione, con il vento in poppa e il suo faro a centrocampo in gran forma. Ora spetta a loro chiudere il cerchio di una stagione già memorabile.