Con la sconfitta del Cremonese contro la Lazio di lunedì, che ha confermato un distacco di quattro punti tra le due formazioni, il contributo del centrocampista del Lecce Lameck Banda alla vittoria esterna per 2-1 contro il Pisa dello scorso venerdì acquista ora un'importanza ancora maggiore. Il 25enne Banda ha timbrato il cartellino in quell'incontro all'Arena Garibaldi, un risultato che ha sancito la retrocessione dei toscani e ha offerto alla truppa di Eusebio Di Francesco il respiro necessario per spingere verso il finale di campionato.

Difficile sottovalutare il peso di quel margine. Il Lecce staziona al 17° posto con 32 punti in 35 gare, un ruolino di otto successi, otto pareggi e diciannove ko che racconta di una squadra alle prese con la lotta per la salvezza per gran parte del 2025-26. Essere quattro lunghezze sopra il terzultimo gradino non è un cuscinetto di sicurezza, ma un'opportunità da sfruttare — e in questo, Banda ha ricoperto un ruolo chiave.

Nelle sue 29 presenze in Serie A quest'anno, il leccese ha firmato quattro reti e tre passaggi decisivi, con una media voto di 6.80. Quei dati paiono discreti se esaminati in isolamento, ma riguardano un elemento che opera in una formazione che ha trovato la via del gol appena 24 volte in stagione. In questo contesto, i suoi sette interventi diretti alle marcature rappresentano una fetta sostanziale dell'attacco giallorosso, e il tempismo dei suoi exploit — incluso il gol contro un Pisa già a caccia disperata di punti — ne esalta l'impatto per la squadra di Di Francesco.

Il suo rating AI complessivo di 70 su 100 ritrae un calciatore vicino al suo picco attuale, una lettura realistica e preziosa: l'allenatore ha bisogno di solidità qui e ora, non di illusioni. Banda non è un protagonista in cerca di riscatto; è un giocatore che sta esprimendo al meglio le sue qualità nel momento cruciale per il suo club.

Mancano tre gare. La permanenza del Lecce non è assicurata, ma Banda ha fatto abbastanza perché il dibattito ruoti sulla concretezza della salvezza, anziché sul terrore.