Atalanta e Frosinone si sono divisi otto gol allo Stadio Gewiss domenica, con i bergamaschi a costruire il vantaggio per ben due volte senza riuscire a gestirlo. Il colpo del centrocampista del Frosinone Aleksa Terzić all'82' ha completato la rimonta dei ciociari nel pomeriggio, condannando la squadra di Maurizio Sarri a un pareggio che peserà come una sconfitta.

Lo spartiacque tattico della gara si è consumato nella finestra convulsa tra il 45' e il 50'. L'attaccante dell'Atalanta Nikola Krstović, dopo aver già pareggiato al 14' su assist di Charles De Ketelaere a seguito dell'apertura di Romano Schmid per il Frosinone, ha colpito nuovamente al termine della prima frazione — stavolta servito dal difensore bergamasco Davide Zappacosta — regalando ai padroni di casa il 3-2 all'intervallo. Al 48', il centrocampista del Frosinone Giacomo Calò, imbeccato da Farès Ghedjemis, ha ricucito il punteggio sul 3-3. Quindi, al 50', l'incursore dell'Atalanta Eljif Elmas — su verticalizzazione di Krstović — ha ripristinato il vantaggio sul 4-3.

Krstović è stato l'asse portante dell'intera costruzione offensiva nerazzurra. La punta ha segnato al 14' e ancora al 45', fornendo poi il passaggio decisivo per il gol di Elmas al 50' — un contributo che gli ha concesso una mano diretta in tre dei quattro gol dell'Atalanta. La sua sostituzione al 77', con il risultato ancora fisso sul 4-3, si è rivelata decisiva: subentrato Gianluca Scamacca, la squadra non ha più trovato il fondo della rete. Non c'è bisogno di interpretazioni: l'impatto di Krstović è stato il filo conduttore di tutto ciò che i bergamaschi hanno creato.

La resistenza del Frosinone racconta una storia più sfumata. Schmid ha firmato una doppietta — l'apertura all'1' e il raddoppio al 17' su assist di Ghedjemis — mentre i ciociari hanno incassato il rigore trasformato dal mediano dell'Atalanta Éderson al 33' senza perdere compattezza. Terzić, introdotto dalla panchina all'intervallo per l'ammonito Gabriele Bracaglia, ha rimediato giallo anche lui all'85' dopo aver firmato il pareggio all'82'. Ghedjemis ha firmato tre dei quattro assist del Frosinone, confermando il suo filo di creatività dal quale la squadra di Massimiliano Alvini trarrà genuino incoraggiamento. Il rammarico risiede nel fatto che una compagine entrata in campo con tre vittorie nelle ultime cinque gare si sia ritrovata in parità anziché in vantaggio, dopo aver rimontato due svantaggi.

Il pareggio assume significati diametralmente opposti per le due squadre, date le loro traiettorie recenti. L'Atalanta era entrata in questa sfida con una sola vittoria nelle ultimi cinque incontri, raccogliendo tre magri punti. Il pari li sposta a una vittoria, un pareggio e tre sconfitte nello stesso arco temporale — un progresso marginale, mentre la fragilità difensiva che ha concesso quattro reti in casa a una squadra sesta in classifica prima del fischio d'inizio preoccuperà Sarri. Il Frosinone, viceversa, era stata la compagine più costante nelle settimane precedenti, e il pari porta il loro bilancio nelle ultime cinque a due successi, due pareggi e una sconfitta. Per la squadra di Alvini, un punto da Bergamo contro una rivale in vantaggio 4-3 con otto minuti da giocare non è poco — tuttavia, il modo della capitolazione precedente, con tre gol concessi in soli 31 minuti, temperà la soddisfazione.

Otto gol, due vantaggi mancati, e un risultato finale che non ha contentato nessuno: questo pomeriggio resterà nella memoria come il giorno in cui l'Atalanta non ha saputo gestire ciò che aveva costruito.