Il Cagliari ha espugnato il Gewiss Stadium, lasciando Bergamo con tre punti preziosi dopo aver superato l'Atalanta per 1-2. Decisivo è stato il calcio di rigore trasformato da Daniel Maldini, attaccante del Cagliari, al 61° minuto della ripresa – una rete da cui la formazione di Maurizio Sarri non si è più rialzata, senza mai riuscire a minacciare seriamente una rimonta.
La svolta del match si è consumata in un lasso di ventidue minuti a cavallo dell'intervallo. Il centrocampista del Cagliari Michel Adopo ha sbloccato il risultato al 19', servendo l'attaccante rossoblù Paul Mendy, il quale ha insaccato portando in vantaggio gli ospiti. Il pareggio dell'Atalanta è arrivato al 41' con Gianluca Scamacca, attaccante orobico, bravo a finalizzare un assist di Charles De Ketelaere. Un pari giunto al momento propizio per i padroni di casa, capaci di andare all'intervallo sul risultato di parità e con l'impressione di avere in mano le redini del gioco. Tale sensazione, però, non è durata oltre il 61° minuto. Maldini si è presentato sul dischetto e ha siglato la rete, ristabilendo il vantaggio sardo e, di fatto, indirizzando la partita. La reazione di Sarri è stata immediata: al 68' ha richiamato Scamacca per Nikola Krstović e ha sostituito Sead Kolasinac con Lorenzo Bernasconi, un doppio innesto che ha ridisegnato contemporaneamente la linea difensiva e il reparto offensivo. Un ulteriore avvicendamento al 77' ha visto Giacomo Raspadori rilevare Lazar Samardžić, mentre Mario Pašalić è subentrato all'86' a Franck Kessié. Quattro cambi in tutto, nessuno dei quali è bastato a mutare il corso del match.
Maldini è stato senza dubbio il protagonista della serata. Il suo calcio di rigore ha rappresentato la rete del vantaggio, quella che ha fissato il margine finale, e il Cagliari di Fabio Pisacane ha mostrato la disciplina necessaria per proteggere il risultato per l'ultima mezz'ora. Pisacane ha gestito le proprie sostituzioni con uno scopo ben preciso: Alieu Fadera è subentrato a Jacopo Fazzini al 57', poco prima del tiro dagli undici metri, e Yukinari Sugawara ha rilevato Zé Pedro al 68'. Quando lo stesso Maldini è stato richiamato al 79' — sostituito da Raphael Kofler — i sardi avevano già compiuto l'impresa.
Il rammarico è tutto dell'Atalanta, ed è un rammarico ben preciso. La formazione di Sarri aveva trovato il pari con Scamacca e aveva impresso un nuovo slancio alla ripresa, solo per incassare un gol su rigore nei primi sedici minuti del secondo tempo. La dinamica della sconfitta — gol subito, pareggio agguantato, nuovo svantaggio — riflette un copione che si è ripetuto ora per la seconda volta nelle ultime tre uscite dell'Atalanta: cedere l'iniziativa dopo aver ristabilito la parità è il problema ricorrente. I dati non ne spiegano le cause, ma ne evidenziano la conseguenza con grande chiarezza.
La traiettoria del Cagliari, invece, racconta una storia diversa. Giungendo a questo appuntamento, la compagine di Pisacane aveva conquistato appena tre punti nelle precedenti tre gare tra tutte le competizioni — un magro bottino che includeva un'eliminazione in Coppa Italia contro l'Hellas Verona. Questo risultato li proietta a sei punti nelle ultime tre, una vera e propria ripresa edificata su due vittorie consecutive in Serie A. L'Atalanta, nel frattempo, scende a tre punti nelle ultime tre e a nove nelle ultime cinque uscite — un evidente calo rispetto ai dieci punti che aveva messo in cascina nello stesso arco di tempo prima di questo match.
Il Cagliari è arrivato a Bergamo senza un vantaggio e ne è ripartito con uno che pesa: il penalty che Daniel Maldini ha trasformato al 61' è il momento iconico per cui questa partita sarà ricordata.