Il Parma ha vinto 3-0 al Gewiss Stadium nella serata di lunedì, e la partita si è di fatto chiusa nei primi dodici minuti della ripresa, un lasso di tempo in cui la struttura difensiva dell'Atalanta si è sfaldata in un modo che il suo recente rendimento lasciava sommessamente intendere come possibile.

Il vantaggio è arrivato al 41', quando il centrocampista del Parma Giovanni Fabbian ha concluso a rete su assist di Vincent Sierro. Il Parma è andato all'intervallo avanti e ha raddoppiato quasi subito dopo la ripresa: al 47' il difensore dell'Atalanta Davide Zappacosta ha deviato il pallone nella propria porta, autogol assegnato al Parma, per lo 0-2. Ogni concreta prospettiva di rimonta dell'Atalanta si è spenta al 58', quando l'attaccante del Parma Simone Lontani, servito da Fabbian, ha firmato il tris. La squadra di Maurizio Sarri aveva incassato tre gol in diciassette minuti di gioco a cavallo dell'intervallo, e la partita era finita.

Fabbian è stato la figura centrale della serata del Parma. Il centrocampista ha segnato il gol del vantaggio e poi si è trasformato in uomo assist per la rete di Lontani, risultando decisivo in due dei tre gol. La sua uscita al 74', sostituito da Matija Frigan, è arrivata a partita ormai in cassaforte: un semplice turnover, non una concessione tattica. Nei suoi 74 minuti Fabbian ha offerto alla squadra di Alberto Gilardino proprio quella qualità individuale che era mancata alla stagione del Parma: prima di questa sfida i ducali avevano segnato appena cinque gol in nove partite di Serie A, e il solo contributo di Fabbian vale due dei tre arrivati stasera.

La serata della squadra sconfitta è stata segnata tanto da ciò che ha regalato quanto da ciò che il Parma ha costruito. L'autogol di Zappacosta al 47', a meno di due minuti dalla ripresa e prima che Sarri potesse davvero riorganizzare la squadra, ha tolto all'Atalanta qualsiasi appiglio psicologico trovato all'intervallo. Sarri ha effettuato quattro cambi nel corso del secondo tempo, mandando in campo Eljif Elmas, Kamaldeen Sulemana, Javison Idele e Lazar Samardžić, ma il danno strutturale era ormai fatto.

Il quadro della forma attorno a questo risultato è sorprendente, in direzioni opposte. L'Atalanta arrivava alla partita con due punti nelle ultime tre e la sconfitta non cambia il quadro: resta senza vittorie da tre gare. Il Parma, al contrario, si presentava con un solo punto nelle ultime tre prima di lunedì, ma questo successo trasforma la sua finestra delle ultime tre in una vittoria, un pareggio e una sconfitta: un cambio di traiettoria significativo per una squadra che incassava molto e segnava poco. Il bilancio delle ultime cinque, compresa questa gara, indica ancora una sola vittoria, un pareggio e tre sconfitte, misura onesta di dove si trovi nel quadro più ampio della stagione, ma il modo e il margine di questo risultato, tre gol in trasferta contro una squadra che segnava con facilità, pesano oltre i punti.

Tra un mese questa partita sarà ricordata come la notte in cui Giovanni Fabbian ha ricordato al campionato che i problemi del Parma non sono mai stati di qualità negli ultimi metri, ma solo di capacità di ritrovarla con continuità sufficiente a fare la differenza.