Il centrocampista del Napoli André-Frank Zambo Anguissa si prepara ad affrontare la prossima fase della stagione di Serie A 2026-27 con un carico di responsabilità ben più gravoso di quanto le sue due presenze finora lascino intendere. Scott McTominay, infatti, è stato confermato ai box per almeno due mesi, a seguito di un intervento cardiaco per un'aritmia benigna. Il mediano camerunense, 30 anni, si trova ora a dover gestire il cuore del centrocampo della formazione di Massimiliano Allegri quasi in solitaria.
Il significato di questa assenza è prettamente strutturale. Il Napoli di Allegri staziona al 10° posto in Serie A con tre punti in due partite – un successo e una sconfitta – e un reparto di mezzo già carente di alternative ha appena perso la sua pedina più dinamica e creativa per un periodo non indifferente. Anguissa, di conseguenza, non si limita più a condividere il peso del reparto; ne diventa l'unico fulcro.
I numeri del centrocampista dopo due giornate sono effettivamente modesti: zero gol, zero passaggi decisivi, una media voto di 6.40. Tuttavia, la produzione statistica raramente riesce a catturare l'enorme mole di lavoro che un mediano di rottura assorbe in campo, anziché produrre in termini strettamente offensivi. La questione cruciale per Allegri è capire se Anguissa, valutato 73 su 100 dalla metrica AI complessiva, sia in grado di sostenere le impellenti richieste fisiche e tattiche di un impiego pressoché continuativo, in un calendario ora reso ancor più serrato dagli impegni della fase a gironi di Champions League – il Napoli ha infatti già confermato la propria lista per l'edizione 2026-27 della competizione.
McTominay, dal canto suo, ha commentato pubblicamente la propria condizione, definendo lo stop concordato con la società ed esprimendo piena fiducia nell'operato del tecnico Allegri. La sua assenza, sebbene le sue parole siano state misurate, rappresenta una sottrazione dal peso specifico rilevante per la squadra. I due mesi indicati sono solo una stima minima; sarà la valutazione cardiologica successiva all'intervento a determinare la conferma di tale tempistica.
Anguissa ha già dimostrato in passato di saper gestire periodi di forte stress fisico. La sua costanza nelle recenti stagioni in maglia azzurra ha consolidato la sua reputazione di affidabilità anche sotto pressione. I dettami tattici di Allegri, del resto, hanno storicamente privilegiato centrocampisti capaci di lavorare senza palla con la stessa efficacia di quando la posseggono. Un profilo che si sposa perfettamente con le caratteristiche del mediano camerunense. Ciò che non risolve, tuttavia, è il nodo cruciale della profondità dietro di lui.
L'altra notizia di rilievo in casa Napoli – la firma di Giovanni Di Lorenzo su un prolungamento contrattuale a lungo termine, fino al 2030 – segnala invece una consolidata stabilità istituzionale nel reparto arretrato. La leadership, in quel settore, viene rafforzata. Al centrocampo, per il momento, è richiesta l'arte dell'arrangiarsi.
Saranno le prossime settimane di Anguissa a svelare al tecnico Allegri molto di più sul reale potenziale della sua rosa, di quanto qualsiasi valutazione pre-campionato avrebbe potuto anticipare. La media voto di 6.40 in due partite non è un verdetto, ma solo una base di partenza.