Il centrocampista del Napoli André-Frank Zambo Anguissa ha subito un infortunio muscolare che lo terrà ai box per un altro periodo, come confermato dal club dopo l'1-1 in trasferta contro la Fiorentina il 20 settembre. Il tempismo è dei peggiori: i partenopei, guidati da Massimiliano Allegri, si trovano al nono posto in Serie A con sette punti in cinque partite. Il pareggio stesso, poi, è stato un risultato sfuggito di mano dopo che Billy Gilmour aveva portato in vantaggio gli azzurri, solo per vedere Jimenez ristabilire la parità nel secondo tempo.
Il significato dell'assenza di Anguissa va ben oltre un singolo risultato. A 30 anni, il centrocampista camerunese vanta un indice di AI complessivo di 71 su 100, con un potenziale di 72 — un profilo che indica un giocatore che opera ormai vicino al suo massimo, dove la disponibilità e la costanza contano più del potenziale di crescita. Era apparso in quattro partite di Serie A in questa stagione prima dell'infortunio, senza contribuire con gol o assist, e con un voto medio di 6.21. Questi numeri, seppur modesti, non riescono a catturare l'essenza di ciò che il Napoli perde in sua assenza: una presenza fisica imponente nel cuore del centrocampo, capace di fungere da schermo davanti alla difesa e di guidare le ripartenze.
La reazione di Allegri al pareggio con la Fiorentina sarebbe stata tutt'altro che pacata — si narra infatti che l'allenatore azzurro abbia sfogato con veemenza la sua frustrazione nello spogliatoio dopo il fischio finale. Che quella rabbia fosse indirizzata ai punti persi, al modo in cui è maturato il pareggio, o alla notizia dell'infortunio successivamente comunicata, il quadro generale a Castel Volturno dipinge una pressione sempre crescente. Due vittorie, un pareggio e due sconfitte in appena cinque giornate non rappresentano certo il bilancio che un club ambizioso come il Napoli può permettersi di accettare.
La storia clinica di Anguissa è diventata un leitmotiv ricorrente nella sua parabola al Napoli. Ogni assenza riapre il medesimo interrogativo tattico: chi è in grado di coprire il terreno che il mediano camerunese presidia quando non è disponibile? La rosa mostra abbondanza di scelte in altri reparti — la presenza di Kevin De Bruyne in mediana offre ad Allegri un diverso tipo di opzione creativa — ma il ruolo di Anguissa non è facilmente replicabile da un giocatore con il profilo del fuoriclasse belga. Il camerunese svolge quel lavoro oscuro, ma prezioso e fondamentale, che permette agli altri di esprimersi al meglio.
Con la pausa per le nazionali che ora impegna il calendario, il Napoli spera che la sosta forzata possa concedere ad Anguissa il tempo necessario per recuperare prima della ripresa del campionato. Il club, al momento, non ha specificato una data precisa per il rientro. Ciò che è emerso chiaramente finora da questa stagione è che il Napoli non può permettersi di considerare la condizione fisica del camerunese una preoccupazione di secondaria importanza: quando è in campo, la squadra ha una sua solida spina dorsale; quando manca, quella spina dorsale risulta inevitabilmente scoperta. Al primo quarto di stagione mancano ancora nove gare, e Allegri ha bisogno del suo perno di centrocampo di nuovo a disposizione.