L'attaccante del Napoli Alisson de Almeida Santos ha messo a segno tre reti in 11 presenze in Serie A in questa stagione, con una media voto di 7,30, mentre la squadra di Antonio Conte occupa il secondo posto in classifica a quota 70 punti e con tre giornate ancora da giocare. Le cifre appaiono modeste in termini di volume, ma non di sostanza – e il contesto che le circonda è destinato a evolversi in modo significativo.

Il ruolo di Santos in questa rosa emerge con chiarezza guardando al futuro. Il Napoli si appresta a un'estate di profondi cambiamenti: diversi senatori potrebbero lasciare, con il monte ingaggi sotto pressione per via dei contratti over-30. Questa ristrutturazione libera spazio – e impone – ai giovani di assumere più responsabilità. Santos, a 23 anni, rappresenta esattamente il profilo ideale per una squadra in fase di rinnovamento, su cui poter contare.

Il suo rating AI complessivo di 72 su 100, con un potenziale stimato fino a 78, lo posiziona tra quei talenti il cui picco è ancora da venire. Il divario tra rendimento attuale e prospettive non è un difetto, bensì un motivo per investire nel suo percorso. Tre gol in 11 apparizioni, per un attaccante impiegato con parsimonia e non da titolare fisso, denotano un contributo accettabile – ma la prossima tappa della sua carriera esigerà un impatto più costante.

Aggiunge complessità il fronte allenatori. Le voci in Italia indicano Maurizio Sarri come possibile erede di Conte, il cui futuro al club resta in bilico. L'eventuale addio di Conte stravolgerebbe l'assetto tattico di Santos: i sistemi di Sarri hanno sempre richiesto grande disciplina posizionale e un pressing feroce da parte degli avanti, a differenza dell'impianto solido e difensivamente orientato che Conte ha forgiato al Napoli.

Il pareggio a reti bianche contro il Como del 2 maggio – che Conte ha definito una prova positiva – ha evidenziato lo stato attuale della squadra: brava a mantenere l'equilibrio difensivo, ma sempre più in difficoltà nel trovare la via del gol con l'avanzare del campionato. I tre sigilli di Santos nelle sue uscite sono parte di un attacco corale che ha totalizzato 52 reti in 35 partite, un dato che parla di efficienza più che di prolificità.

Quel che Santos farà tra ora e il termine della stagione, e come si affermerà nel precampionato a prescindere da chi guiderà il Napoli nel 2026-27, deciderà se diventerà un pilastro o resterà una figura marginale in questa rivoluzione estiva. Il potenziale c'è, e ora spetta a lui dimostrarlo.