L'attaccante del Napoli Alisson de Almeida Santos non figurava tra i protagonisti principali quando la squadra di Antonio Conte si è presentata a Como il 2 maggio, terminando con un pareggio a reti bianche, ma il percorso del 23enne nel corso della stagione merita un'analisi approfondita mentre i Partenopei spingono per lo Scudetto dal secondo posto.
Quel risultato contro i lariani — dove un salvataggio sulla linea ha negato la gioia ai padroni di casa e Matteo Politano ha sfiorato il palo per il Napoli — ha prolungato una serie di prestazioni solide per la formazione di Conte. I campani occupano la seconda piazza in Serie A con 70 punti in 35 gare, un bilancio di 21 successi, sette pareggi e sette ko. L'allenatore l'ha definito "una buona prova" e "un altro passo in avanti", un commento che evoca una squadra intenta a gestire l'ultimo sprint di una stagione estenuante, più che una in piena accelerata.
All'interno di quel gruppo, Alisson ricopre un ruolo circoscritto e mirato. In 11 apparizioni in campionato, ha messo a segno tre reti senza fornire assist, con una media voto di 7,30: un'indicazione che si fa valere quando viene impiegato. Tre marcature in altrettante presenze rappresentano un contributo accettabile per un'alternativa in attacco, e il rendimento complessivo suggerisce che non appesantisce la squadra in quei frangenti. Il punto è se questa solidità basti a ritagliargli un posto più centrale nei piani di Conte.
Il suo rating AI complessivo di 56 su 100, con un potenziale massimo di 68, lo dipinge come un elemento ancora in fase di crescita piuttosto che un titolare affermato. A 23 anni, quel limite non è definitivo — ma il gap tra il livello attuale e il picco stimato rammenta che i minuti regolari in Serie A sono la chiave per trasformare le promesse in realtà. La caccia al titolo del Napoli, con la sua richiesta di affidabilità e rigore tattico sotto Conte, potrebbe non offrire l'ambiente ideale per un giocatore a 56 overall per accumulare le presenze necessarie a colmare quel divario.
Quel pari a Como, con Rrahmani e Saša Milinković-Savić a reggere l'impalcatura difensiva come evidenziato dalle analisi post-gara, conferma che la forza dei partenopei quest'anno risiede nella compattezza strutturale — appena 33 gol incassati in 35 incontri, un pilastro che Conte non intende intaccare. Per Alisson, il cammino verso un ruolo più incisivo è più angusto di quanto i numeri facciano intendere: tre reti sono un apporto, ma in una rosa fondata su sicurezza difensiva e coesione tattica, un vice deve essere letale quando chiamato in causa, non solo sufficiente.
Con la stagione che entra nel vivo del rush finale e il Napoli ancora in corsa, le prossime uscite del giovane bomber pesano di più per la sua maturazione personale che per la volata allo scudetto stesso.