Il Milan ha travolto il Lecce ospite per 3-0 allo Stadio Giuseppe Meazza domenica sera. Il divario è stato delineato da una prestazione che ha retto solidamente dal 14° minuto in poi: una rete in avvio, due marcature ben costruite nella ripresa e un Lecce mai in grado di impensierire gli avversari.
È stato il difensore del Milan Strahinja Pavlović a fornire l'assist a Christian Pulišić al 14° minuto, con l'attaccante americano che ha trasformato per portare in vantaggio i padroni di casa prima che i salentini potessero organizzarsi. Quel gol ha indirizzato la gara, in cui il Milan di Ruben Amorim è stato raramente messo in difficoltà. Gli ospiti sono arrivati a San Siro reduci da una sola vittoria nelle ultime tre gare di Serie A, avendo incassato sette gol in questo frangente, e la fragilità palesata di recente si è ripresentata in tutta la sua evidenza.
Il raddoppio è arrivato al 61° minuto, nato da una combinazione che ha illustrato la ricchezza tattica dei rossoneri nella zona centrale del campo. L'attaccante del Milan Gonçalo Ramos ha fornito l'assist e Rabiot — inserendosi con tempismo — ha finalizzato per il 2-0. Tre minuti dopo l'ora, con il Lecce già in affanno, la squadra di Amorim aveva di fatto ipotecato il risultato.
Il terzo gol porta la firma di Diego Moreira. Subentrato al 70' al posto di Alexis Saelemaekers, l'esterno del Milan ha impiegato solo tre minuti per timbrare il cartellino: la sua conclusione al 73° minuto ha fissato il risultato sul 3-0 e ha sigillato definitivamente la contesa. C'è un particolare tipo di sicurezza intrinseca in quella sequenza: un giocatore entra in campo con la partita già vinta e trova comunque il modo di entrare nel tabellino dei marcatori. La rete di Moreira non è stata un gol della bandiera o una semplice formalità; è stata la ciliegina sulla torta di una prestazione controllata.
La serata del Lecce è stata plasmata più da ciò che non sono riusciti a fare che dai loro tentativi. La squadra di Eusebio Di Francesco, allenatore del Lecce, ha operato un triplice cambio al 70° minuto, una sostituzione di massa arrivata dopo che il secondo gol aveva già compromesso la gara. A quel punto, il nodo tattico era ormai strutturale: il Lecce non aveva risposte per l'attacco alla profondità del Milan, e l'ammonizione di Danilo Veiga al 58° minuto ha ulteriormente frenato l'ardore di una squadra che avrebbe dovuto osare di più. Lassana Coulibaly e Joël Monteiro hanno animato il reparto offensivo per gli ospiti ma hanno avuto pochi palloni giocabili. La sconfitta casalinga per 0-4 contro la Roma all'inizio della stagione aveva già segnalato che questo gruppo del Lecce poteva essere messo in difficoltà da avversari di alto lignaggio; domenica ha confermato che non si tratta di una vulnerabilità estemporanea.
Il risultato consolida lo stato di forma del Milan in un modo che le settimane precedenti della stagione non avevano ancora pienamente evidenziato. La squadra di Amorim è arrivata a questa partita reduce da due pareggi nelle ultime tre uscite — in casa della Juventus e della Lazio — senza sconfitte, il che, se da un lato testimoniava una ritrovata solidità difensiva, dall'altro sollevava dubbi sulla capacità dell'attacco di pungere. Nelle ultime cinque partite, inclusa questa, il Milan ha ora conquistato undici punti sui quindici disponibili, con tre vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. La porta inviolata qui — la loro seconda della stagione in Serie A — rafforza l'idea che la fase difensiva impostata da Amorim stia dando i suoi frutti. Il Lecce, al contrario, ha collezionato una sola vittoria e nessun pareggio nelle ultime tre gare, con sei reti incassate in questo arco temporale.
Tra un mese, questa partita resterà negli annali come la serata in cui il Milan di Amorim ha dimostrato di saper coniugare controllo e cinismo — e che Diego Moreira, tre minuti dopo il suo ingresso in campo, aveva già messo la sua firma.