Bologna è arrivato allo Stadio Giuseppe Meazza da ospite e se ne è andato con quattro reti, tre delle quali firmate dall'attaccante rossoblù Samuel Mbangula, la cui tripletta ha smontato un Milan che era passato in vantaggio 2-1 al termine della prima frazione e sembrò, brevemente, la squadra più padrona del campo. Il risultato finale — AC Milan 2-4 Bologna — non è una sintesi lusinghiera della serata rossonera; è una sintesi esatta.

La fisionomia della partita si è definita presto e poi è stata violentemente rivoluzionata. Mbangula ha sbloccato il risultato all'8', concludendo un'azione avviata dal centrocampista del Bologna Nadir Zortea. Il Milan ha replicato con determinazione: il centrocampista rossonero Alphadjo Cissè ha pareggiato al 14' e poi, su assist del difensore Fikayo Tomori, ha portato i padroni di casa in vantaggio al 27'. A quel punto, la formazione di Amorim si era ripressa dallo svantaggio e conservava un margine che sembrava in grado di mantenere. Poi è arrivata la sostituzione dell'intervallo che complica qualsiasi lettura della promessa del primo tempo: Tomori è stato sostituito al 45' con Luka Modrić, un cambio che ha alterato l'architettura difensiva della squadra che aveva appena conquistato il vantaggio. Nessuna motivazione tecnica è registrata nei dati, ma la tempistica — prima che passasse un singolo minuto della ripresa — è eloquente.

La gara si è capovolta irrimediabilmente in un lasso di tre minuti iniziato al 60'. Un'autorete del mediano rossonero Davide Bartesaghi ha portato il match sul 2-2, e poi Mbangula ha colpito di nuovo al 62', servito dal subentrato Juan Miranda, entrato in campo appena tre minuti prima. Quel gol, che ha fissato il punteggio sul 2-3, è stato il momento di vantaggio che il Bologna non ha più ceduto. Bartesaghi è uscito dal campo al 63', tre minuti dopo il gol che portava il suo nome. L'attaccante rossoblù ha completato la tripletta all'86', assist dell'esterno Jens Odgaard, e la contesa è stata definitivamente chiusa.

Mbangula è il protagonista indiscusso di questa sera. Tre gol — l'apertura, la rete che ha ribaltato il risultato dopo il pareggio dell'autorete, e il sigillo finale — in 78 minuti di gioco rappresentano una prestazione di minaccia costante contro una retroguardia rossonera che aveva incassato appena sette gol nelle precedenti otto giornate di Serie A. La marcatura al 62' è quella che pesa maggiormente dal punto di vista tattico: è arrivata a pochi secondi dall'ingresso di Miranda, svelando come le sostituzioni del Bologna al 59' hanno iniettato direttività nell'offensiva ospite. L'ultimo sigillo di Mbangula all'86' ha dissipato ogni residuo dubbio.

La serata del Milan contiene un rimpianto specifico che trascende il risultato. La doppietta di Cissè aveva fornito ai rossoneri una piattaforma — due reti dello stesso giocatore, la seconda su cross di un centrale poi sostituito all'intervallo — e lo schema che ha prodotto quei gol non ha retto nella ripresa. Due cambi al 58' hanno ricalibrare la squadra nuovamente, e entro due minuti dal 60', il Bologna aveva pareggiato e poi sorpassato. L'autorete al 60' è stata il crocevia: non un errore tattico che il Milan ha commesso contro se stesso tramite una negligenza identificabile dai dati, ma il momento che ha concretizzato l'impulso degli emiliani in una cifra tangibile sul tabellino.

Il Milan è arrivato a questa sfida con un bilancio di tre vittorie e due pareggi nelle ultime cinque giornate di campionato, una serie imbattuta che aveva accumulato 11 punti e 11 marcature. Quella forma ora viene reinterpretata diversamente: includendo il ko odierno, le ultime cinque mostrano tre vittorie, un pareggio e una sconfitta. La traiettoria del Bologna corre in direzione opposta. Gli emiliani erano giunti con due vittorie e una sconfitta dalle ultime tre partite, e se ne vanno aver prolungato quella rincorsa recente a due successi su tre — una sequenza che, considerato il bottino di soli due acuti nei primi otto turni prima di stasera, suggerisce come la squadra di Raffaele Palladino sta trovando una versione più affidabile di sé.

Tra un mese, questa partita sarà ricordata come la notte in cui la tripletta di Mbangula ha esposto la fragilità sottesa all'apparente solidità rossonera, e il risultato servirà da monito che i vantaggi costruiti al 45' valgono solo quanto le strutture che li hanno generati.