Il Cagliari ha espugnato San Siro, portando a casa tre punti pesanti, il cui successo si è concretizzato in un arco di 37 minuti che ha impietosamente messo a nudo le lacune del Milan di Massimiliano Allegri: un vantaggio lampo dilapidato prima della mezz'ora, un secondo gol incassato a undici minuti dall'inizio della ripresa, e un ricorso a sostituzioni reattive che ha certificato l'assenza di risposte da parte dei padroni di casa contro un avversario che giocava con genuina convinzione.
Il centrocampista del Milan Alexis Saelemaekers ha sbloccato il risultato al secondo minuto, concretizzando un assist di Santiago Giménez per l'1-0. Il vantaggio rossonero, arrivato così precocemente, avrebbe potuto destabilizzare l'assetto del Cagliari; al contrario, ha sortito l'effetto di compattare la squadra isolana. Il difensore del Cagliari Zé Pedro era già stato ammonito in quello stesso secondo minuto, eppure gli uomini di Fabio Pisacane hanno saputo assorbire lo shock iniziale e crescere progressivamente nel match. L'attaccante del Cagliari Gennaro Borrelli ha ristabilito la parità al 20° minuto, fissando l'1-1, e la rete del pari ha interamente spostato il peso psicologico dell'incontro. Il Milan, nonostante il gol iniziale, è andato al riposo sul punteggio di parità, testimonianza eloquente dell'incapacità dei rossoneri di gestire il vantaggio.
La svolta decisiva si è materializzata al 57° minuto. Il difensore del Cagliari Juan Rodríguez ha portato in vantaggio gli ospiti sul 2-1, una rete che ha concretizzato il sorpasso, giunta appena undici minuti nella ripresa e un minuto dopo l'ammonizione del milanista Strahinja Pavlović. Il tempismo è stato micidiale. Allegri ha risposto con immediatezza: tre sostituzioni si sono succedute tra il 61° e il 62° minuto, con l'ingresso in campo di Niclas Fullkrug, Zachary Athekame e Luka Modrić. Un quarto avvicendamento, Rafael Leão, è arrivato al 68°. Quattro cambi in sette minuti non sono segno di lucida rotazione tattica; bensì di una squadra che tenta disperatamente di ritrovare un equilibrio smarrito. La contro-risposta del Cagliari al gol di Rodríguez è stata altrettanto significativa: lo stesso marcatore è stato richiamato al 62° minuto, sostituito da Alberto Dossena, un cambio volto a blindare il risultato più che a inseguire un terzo gol.
La rete decisiva di Rodríguez è stata il frutto di un Cagliari che ha trovato una notevole consistenza nelle ultime settimane di campionato. Nelle ultime cinque gare, compresa quella odierna, gli uomini di Pisacane hanno collezionato dieci punti, con tre vittorie e un pareggio. Le ultime tre uscite hanno fruttato sei punti, grazie a due successi. Questo è il rendimento di una squadra in pieno slancio, evidente nella compostezza con cui i sardi hanno gestito l'ultima mezz'ora a San Siro dopo aver conquistato il vantaggio.
Le problematiche del Milan si sono rivelate strutturali, prima ancora che individuali. La formazione di Allegri ha raggranellato appena quattro punti nelle ultime cinque gare, incassando ben otto reti nello stesso lasso di tempo. Le ultime tre uscite – una sconfitta interna contro l'Atalanta, una vittoria a Genova e ora questa battuta d'arresto casalinga – hanno portato a sei gol subiti contro cinque segnati, un bilancio che lusinga il reparto offensivo e oscura la preoccupante vulnerabilità difensiva. L'ammonizione di Pavlović al 56° minuto, seguita immediatamente dal giallo di Maignan al 58°, ha evidenziato una squadra sotto pressione, più reattiva agli eventi che capace di controllarli. Giménez, autore dell'assist per il gol del vantaggio, è stato sostituito all'intervallo – un dato che le statistiche registrano senza spiegazioni, e che ha privato il Milan del suo collegamento più diretto tra centrocampo e attacco proprio nel momento in cui la gara era ancora in parità.
Il periodo di forma del Cagliari, con dieci punti e tre vittorie in cinque partite, lo colloca tra le squadre più prolifiche della categoria in questo frangente, e questo exploit a San Siro è il tipo di prestazione esterna che può definire il capitolo finale di una stagione. Per il Milan, la traiettoria è invece più difficile da interpretare in chiave positiva: una sola vittoria nelle ultime cinque, otto reti subite e una sconfitta interna contro una squadra giunta al Meazza senza timori reverenziali.
Tra un mese, di questa partita non rimarrà in mente il precoce gol di Saelemaekers, quanto piuttosto i 37 minuti compresi tra il pareggio di Borrelli e il fischio finale: un lasso di tempo in cui il Cagliari si è dimostrato la squadra migliore, ha siglato la rete decisiva e non ha mai dato l'impressione di poterla subire.