Il Milan ha ospitato la Juventus a San Siro domenica sera e il risultato — 0-0 — è stato determinato meno da un'eccellenza difensiva che da un intervento del VAR che ha annullato l'unico momento in cui una delle due squadre è andata vicina a sbloccare il risultato.
Il momento cruciale della partita è arrivato al 36° minuto, quando un gol della Juventus è stato annullato per fuorigioco dopo un controllo VAR. La decisione è arrivata quindici minuti dopo il primo cartellino giallo del pomeriggio e due minuti prima di una seconda ammonizione, una sequenza compressa che ha cristallizzato il carattere già prudente della contesa. Nessuna delle due squadre aveva creato una chiara occasione da gol prima del gol annullato, e nessuna ne avrebbe creata una in modo convincente dopo. Le sostituzioni sono iniziate all'intervallo — entrambi gli allenatori hanno effettuato i primi cambi al 46° minuto — e sono accelerate nell'ultima mezz'ora, con quattro giocatori sostituiti contemporaneamente all'80°. Al momento in cui il quinto cartellino giallo è stato mostrato all'86° minuto, la partita si era ormai trasformata in uno stallo di fatto.
Il giocatore con il voto più alto in campo ha ottenuto un 7.9, giocando tutti i 90 minuti senza contribuire con un gol o un assist. Quel dato, in un pareggio a reti bianche, indica qualcosa di preciso: la prestazione è stata costruita su posizionamento, interventi difensivi e mantenimento del possesso palla sotto pressione — il tipo di contributo che determina un risultato senza apparire nelle statistiche offensive. Chiunque abbia ottenuto quel voto — i dati non lo assegnano per nome — lo ha fatto mantenendo la propria squadra organizzata nei frangenti immediatamente successivi al gol annullato, quando la partita era più instabile e il conteggio dei cartellini gialli stava aumentando.
La difficoltà del Milan era tanto strutturale quanto contingente. La squadra di Allegri ha raccolto solo quattro punti nelle ultime tre partite, subendo tre gol in quel periodo e segnandone uno. La sconfitta interna per 0-3 contro l'Udinese l'11 aprile getta ancora un'ombra sulla tenuta difensiva dei Rossoneri, e la porta inviolata di domenica — ottenuta contro un attacco della Juventus che ha segnato solo sei gol nelle ultime cinque partite — offre tutt'al più un parziale conforto. L'undici titolare del Milan includeva il centrocampista del Milan Adrien Rabiot e Luka Modrić in posizioni centrali, con Rafael Leão a guidare l'attacco, eppure la squadra non ha generato nulla che abbia richiesto una parata degna di nota. Quando il risultato casalingo più recente di una squadra prima di questa partita era una sconfitta per tre gol, un pareggio a reti bianche contro un avversario in forma non è una ripresa — è un rinvio della resa dei conti.
La Juventus di Luciano Spalletti arriva a questo risultato da una posizione più forte. I Bianconeri hanno raccolto 11 punti su 15 disponibili nelle ultime cinque partite, subendo un solo gol in questo arco di tempo. Il gol annullato è stato il momento più vicino in cui sono stati a trasformare quella solidità difensiva in tre punti, e i cinque cartellini gialli accumulati dai loro giocatori — tre alla Juventus, due al Milan — suggeriscono che la squadra di Spalletti fosse disposta ad accettare un'usura fisica per proteggere la propria forma recente. Jonathan David ha guidato l'attacco della Juventus al fianco di Francisco Conceição e Jeremie Boga, ma la porta inviolata in trasferta, la loro terza in cinque partite, rafforza l'idea che questa Juventus stia costruendo dalle retrovie.
Il punto estende la striscia di imbattibilità della Juventus a cinque partite e mantiene la pressione che ha esercitato per tutto aprile. Per il Milan, il pareggio aggiunge un punto a un bilancio di sette punti in cinque partite, una cifra che riflette una squadra che oscilla tra competenza e crollo piuttosto che costruire qualcosa di coerente. Lo storico degli scontri diretti tra questi club ora conta due incontri, due pareggi — una simmetria che non lusinga nessuna delle due.
Tra un mese, questa partita sarà ricordata come l'incontro in cui lo slancio della Juventus è sopravvissuto al contatto con un campo ostile, e la stagione del Milan ha continuato ad andare alla deriva senza un risultato abbastanza sostanziale da cambiarne la direzione.