L'attaccante del Torino Zakaria Aboukhlal entra nella finestra di mercato estiva con la situazione dell'allenatore del suo club irrisolta, dopo che Alberto Aquilani — precedentemente accostato alla panchina granata — sembra invece destinato ad assumere la guida del Sassuolo, con il Torino che ora sta rivolgendo la sua attenzione a Ignazio Abate come potenziale sostituto.

L'incertezza sulla panchina interessa direttamente Aboukhlal. A 26 anni, l'attaccante marocchino è all'età in cui una stagione di 15 presenze, zero gol e zero assist richiede una risposta chiara da un nuovo allenatore: ricostruire il rapporto o andare avanti. Il suo punteggio medio di 6.60 in quelle apparizioni e un punteggio AI complessivo di 56 su 100 suggeriscono un giocatore che non ha ancora raggiunto il suo massimo potenziale — ma anche uno che non si è avvicinato ad esso nel 2023-24.

La stagione del Torino nel suo complesso fornisce il contesto. La squadra di Leonardo Colucci ha concluso al 12° posto con 44 punti in 37 partite, un bilancio di dodici vittorie, otto pareggi e diciassette sconfitte, subendo 61 gol contro i 42 segnati. Quel saldo reti parla da sé: questa era una squadra che faticava a creare e non riusciva a tenere il risultato. Il rendimento nullo di Aboukhlal si inserisce in quella più ampia disfunzione, sebbene non la giustifichi.

La candidatura di Abate introduce una nuova variabile. Un allenatore diverso porta priorità tattiche diverse, gerarchie di fiducia diverse e — crucialmente per Aboukhlal — una diversa interpretazione su quali attaccanti meritano una vera opportunità. Una delle priorità segnalate per il tecnico in arrivo sarà convincere Giovanni Simeone a rimanere nel club, il che segnala che il rinforzo offensivo, non la riduzione, è la direzione di marcia. Se Aboukhlal si adatti a questo quadro dipende interamente da chi siederà in panchina quando inizierà il pre-campionato.

Il suo prossimo anno di contratto, se ne avrà uno, sarà definito nelle prime settimane di luglio.