L'attaccante del Torino Zakaria Aboukhlal ha concluso una stagione di Serie A avara di soddisfazioni in termini di numeri – zero gol, zero assist in 15 presenze – mentre il club granata cerca contemporaneamente il suo terzo allenatore in tempi recenti. L'esperienza di Leonardo Colucci si è chiusa infatti con un 12° posto e 44 punti.

Le statistiche relative ad Aboukhlal delineano un quadro che la classifica rafforza. I 42 gol messi a segno dal Torino in 37 gare di campionato rappresentano uno degli attacchi meno prolifici della Serie A. Un attaccante che non fornisce alcun contributo diretto a questo totale in 15 apparizioni non può certo essere considerato parte della soluzione. La sua valutazione media di 6.60 a partita suggerisce un rendimento più funzionale che determinante: presente in campo, ma mai decisivo. A 26 anni, con un punteggio AI complessivo di 56 su 100 e una valutazione potenziale di 64, i dati sembrano indicare un plafond ben definito. Il gap tra la performance attuale e il suo potenziale massimo sarà il tema centrale della discussione estiva.

La situazione tecnica, con il nodo allenatore ancora da sciogliere, acuisce l'incertezza intorno al futuro di ogni singolo giocatore del Torino. Il successore di Leonardo Colucci non è ancora stato ufficializzato: Alberto Aquilani, che ha sfiorato la promozione dalla Serie B con il Catanzaro, emerge tra i candidati insieme ad altri nomi al vaglio del presidente Urbano Cairo. Un mutamento nell'identità tattica a livello di panchina può ridisegnare interamente le gerarchie offensive di una squadra; un attaccante che non ha trovato la giusta dimensione in un determinato sistema tattico, può rifiorire sotto un altro, o al contrario, perdersi ulteriormente.

Il caso di Aboukhlal non può essere etichettato come un fallimento clamoroso. Non si tratta di un calciatore che ha fallito occasioni nitide o che era palesemente in rotta di collisione con lo staff tecnico. I dati, semplicemente, evidenziano un'assenza: di gol, di assist, e di quei contributi decisivi che giustificherebbero un posto da titolare in una squadra che ha incassato ben 61 reti e che necessitava disperatamente che i suoi uomini d'attacco sopperissero a tali fragilità. Il -19 nella differenza reti del Torino è la cruda aritmetica di una squadra che non è riuscita a segnare a sufficienza per bilanciare le proprie carenze difensive, e l'attaccante marocchino non è riuscito a invertire questa tendenza.

Il potenziale di 64 attribuito al marocchino suggerisce che gli addetti ai lavori credano ci sia molto di più in lui di quanto questa stagione abbia effettivamente mostrato. Se un nuovo tecnico del Torino – chiunque sia il prescelto di Urbano Cairo – riterrà questo potenziale meritevole di sviluppo, o se Aboukhlal opterà per un trasferimento in cerca di un contesto più congeniale, sarà l'estate a darci le risposte. Una casella statistica desolatamente vuota non è mai un verdetto inappellabile, ma è sempre un punto di partenza per una profonda riflessione.